Voto

4

Avete presente It Follows? Il notevole horror del 2014 che aveva tenuto tutti incollati allo schermo trasfigurando in un’originale ed efficace chiave paranormale un argomento tanto delicato quanto importante oggi: la questione delle malattie sessualmente trasmissibili. Ecco, accantonate le idee geniali che lo sollevavano di qualche metro al di sopra della massa dei film horror, ambientate il tutto in Romania, scegliete di parlare di esorcismi e avrete Crucifixion – Il male è stato invocato. In realtà, la sensibilizzazione verso la sessualità è ripresa anche in questo film – seppur in un contesto diverso –, ma viene poi svuotata, ripulita e banalizzata.

La linea narrativa è semplice e non presenta scossoni particolari: una giovane giornalista indaga su un sospetto caso di esorcismo finito in tragedia, cercando di capire come la giovane vittima sia deceduta e chi ne sia responsabile, rimanendo in bilico tra laica incredulità e spirito religioso latente. Tra qualche jumpscare prevedibile e altrettanti sbadigli si giunge a un finale che tenta di essere spettacolare, ma finisce col rappresentare sbrigativamente ciò che ci si aspettava fin da metà film.

Curiosa, tuttavia, la storia vera da cui Crucifixion dichiara di essere stato tratto in modo fedele: un misterioso caso di esorcismo avvenuto nel 2005 in Romania che le fonti confermano coincidere con la vicenda raccontata dal film. Tuttavia non basta, e l’intuizione potenzialmente vincente – sulla falsariga del già citato It Follows, di Contracted (Eric England, USA, 2013) e del meno celebre Thanatomorphose (Éric Falardeau, Canada, 2013) – lascia il posto a paura facile, atmosfere lugubri e grida demoniache che cercano di spaventare ma falliscono.

Federico Squillacioti