Voto

4

È solo un’applicazione”. È così che tutto ha inizio per i protagonisti di questa storia di morte e tecnologia, illudendosi che Countdown, un’app che prevede l’attimo esatto della morte dell’utente, sia solo un passatempo inventato per scherzo. Ma dopo una serie di inspiegabili coincidenze tra i pronostici digitali e delitti concreti, Quinn e Jordan (Elizabeth Lail e Jordan Calloway) si renderanno presto conto che la loro fine potrebbe essere davvero vicina. L’unica arma contro la malefica applicazione è paradossalmente quella di accettare il proprio destino. Una guerra contro il tempo che sfocia in una narrazione confusa e un finale raffazzonato, tra apparizioni improvvise, entità sovrannaturali e un inseguimento poco credibile.

Quando i protagonisti si consultano con un prete per capire in che modo il comportamento dei demoni interferisce con l’applicazione, il sacerdote entra in scena accompagnato da un brano trap mentre offre l’ostia come uno snack e ostenta un atteggiamento da fanatico, tra battute squallide e assurde constatazioni spirituali. Così, anche il tentativo di adottare un taglio auto ironico e auto ridicolizzante nei momenti topici del genere horror sfocia nel kitsch. Insomma, se un’app vi dicesse che vi rimangono 90 minuti di vita, non usateli per vedere Countdown.

Federico Squillacioti