Voto

3

L’esordio alla regia di Filippo Bologna tenta di proporre una formula nuova che rivisiti il genere “commedia delle Feste”: non solo sceglie come ambientazione la notte di San Silvestro, ma inserisce toni dark che in parte inibiscono le pulsioni pruriginose tipiche del genere e le spostano verso territori più conturbanti.

Cosa fai a capodanno? fallisce nel suo intento. Dal giovanotto inibito al politico becero, dalla coppia di coatti alla radical-chic di turno, i personaggi sono identici a quelli di un cinepanettone, che nonostante il timido tentativo di renderli leggermente più tridimensionali restano le solite macchiette già portate sullo schermo decine di volte da De Sica (figlio) e compari. La regia, invero assai piatta, si perde in inutili sequenze oniriche, mentre la sceneggiatura perde per strada gli spunti narrativi e inanella un’assurdità dietro l’altra, indecisa se virare sul drammatico, sull’umorismo nero o se mantenere un tono scanzonato.

In un mondo in cui 50 sfumature di grigio ha reso pop anche il BSDM, i doppi sensi da terza media del film non hanno proprio niente di trasgressivo, anzi rendono ancora più triste il solito umorismo pecoreccio da cinepanettone; mentre la satira sociale a cui il film sembra puntare resta al livello della chiacchiera da bar. Anche perché – e forse è questo il suo difetto più grande – Cosa fai a capodanno? non riesce mai a strappare neanche un sorriso e scivola via, dimenticato e dimenticabile, insieme alle sue velleità di rinnovamento.

Francesco Cirica

Potrebbero interessarti: