Voto

6.5

Una delle questione centrali nel mondo contemporaneo è il fenomeno dell’emigrazione. E se il confronto tra culture diverse è complesso sia per chi accoglie sia per chi lascia il proprio Paese, chissà come dev’essere per la “seconda generazione”; coloro che, nati e cresciuti in una nazione differente da quella della propria famiglia di origine, si trovano divisi tra due mondi e due identità.

Una tematica che attraversa tutta la filmografia dell’attrice e regista Iram Haq, norvegese ma figlia di immigrati pakistani proprio come Nisha (Maria Mozhdah), la protagonista del suo ultimo film. Cosa dirà la gente? tratteggia i meccanismi di una comunità che vuole mantenere la propria cultura e le proprie tradizioni, pur vivendo in un contesto molto diverso da quello del proprio Paese d’origine. Ne deriva necessariamente un cortocircuito: se per Nisha è normale andare a ballare o portare un ragazzo in camera, i valori dei suoi genitori sono ben altri; e sono disposti a tutto pur di farglielo capire.

Il pregio della sceneggiatura, nonostante a tratti scivoli nel melodramma affastellando ostacoli sulla strada della protagonista, è quello di mettere da parte la religione. L’Islam non è che un aspetto della cultura pakistana e non viene additato come impedimento all’integrazione: la problematica è tutta giocata sulle dinamiche di rispettabilità e vergogna con cui la comunità sanziona i comportamenti dei propri membri; a spingere la famiglia di Nisha ad agire contro di lei non sono certo le parole del Profeta, ma la preoccupazione di ciò che penseranno vicini e le dicerie delle malelingue.

La macchina da presa di Haq insegue i protagonisti con partecipazione, mentre la fotografia esprime tutta l’ambivalenza dei sentimenti di Nisha: raccontando con colori freddi l’accogliente Norvegia e riempiendo di colori caldi le immagini dell’ostile Pakistan, la regia vuole ricordare che, a dispetto di suprematisti e nazionalisti vari, l’identità non è un idolo inattaccabile, ma un percorso in continua evoluzione, un processo faticoso da affrontare giorno dopo giorno.

Francesco Cirica