Corto e fieno, festival indipendente di cinema rurale, nasce nel 2010 con un obiettivo ben preciso: unire la settima arte alla possibilità di recuperare e riportare a galla le comunità agricole. L’edizione di quest’anno conta 35 film, proiettati gratuitamente dal 6 al 9 ottobre a Omegna, Masinio e Ameno.

Flower, Allen Wong, Malesia, 2022 | Germogli

Il corto di Allen Wong, incorniciato dal paesaggio musicale di Serjo de Luca, vuole raccontare l’importanza e la dedizione necessaria per abitare un bel mondo. Tutto si presenta in una chiave fiabesca, con personaggi nati dalla fantasia del produttore, s’incontrano, così, creature immaginarie e magnifiche, fiori giganteschi e possenti come alberi, la possibilità di assurgere farfalle come guida lungo un percorso che ha, come ponti, arcobaleni. Il corto sembra voler dire che per arrivare a prenderci cura di un essere delicato e fragile come un fiore, sia necessario attraversare molti mondi e passare anche in mezzo a tempeste e temporali. Solo valicando diversi territori è possibile arrivare ad apprezzare e curare il piccolo, il dettaglio e il delicato.

Un caillou dans la chaussure (A Stone in the Shoe), Eric Montchaud, Francia, 2020 | Germogli

C’è un nuovo alunno in classe, ma non è uno studente come gli altri: è una rana in una classe di coniglietti. “Un caillou dans le Chaussaure”, come figura retorica, ha lo stesso significato in italiano: “un sassolino nella scarpa”. Mentre per lo spettatore quest’espressione rimane di facile comprensione, per il protagonista del cortometraggio l’incomunicabilità –e l’intraducibilità dei pensieri– è pane quotidiano. Si tratta della storia di migliaia di bambini stranieri e di un processo di adattamento che non sempre è facilitato dai propri compagni. Un caillou dans la chaussure lo racconta senza parole in modo chiaro e conciso, aggiungendo un tema spesso dimenticato: il trauma e i suoi continui inneschi.

7 Kozliat (The 7 Kids), Marina Karpova, Russia, 2020 | Germogli

Una mamma pecora coscienziosa non lascerebbe mai a casa 7 agnellini, sempre intenti a fare disastri, ma a quanto pare è quello che succede a questa famiglia: appena svegli le piccole pesti si cimentano subito nel mettere soqquadro ogni stanza, fino a quando non vengono sorpresi da un gigantesco lupo che si insedia a casa loro per tutta la giornata. 7 Kozliat è un film di animazione divertente e tecnicamente ben realizzato, 5 minuti molto piacevoli con un finale a sorpresa.

Dealing with War, Andreas Hykade, Germania, 2022 | Germogli

I deboli chiedono la pace, i potenti chiedono la guerra, ma non sempre la vittoria è scontata e passare da oppressi ad oppressori è più facile di quanto si possa immaginare. Dealing with War è un film ovviamente attuale e storicamente ben collocato, un loop infinito che riesce ad inserire due colpi di scena nell’arco di un minuto. Sebbene ad un primo sguardo possa passare come un film prevedibile e scontato, è proprio questo elemento a renderlo ancora più spaventoso: sapere già quale sarà la sua evoluzione significa conoscere fin troppo bene le peggiori dinamiche della società moderna.

Igra (The Game), Elena Kurkova, Russia, 2020 | Germogli

Da annoiati animali da fattoria a calciatori di serie A il passo è breve, o quasi! Due squadre molto assortite che si sfidano in uno scontro degno della Champions League. Tutto molto divertente finché un tiro sbagliato non rompe l’ennesima finestra, ma la festa si interrompe solo per poco! Un cortometraggio per bambini ma in grado di intrattenere anche il pubblico più adulto grazie alle sue animazioni divertenti e alle dinamiche ben strutturate.

Grandpa, Valentine Rolland, Théo Bongiovanni, Hugo Martins, Sophie Ouvrard, Thomas Piot, Nell Molinier, Francia, 2021 | Germogli

La qualità dell’animazione francese si unisce alla struttura narrativa in perfetto stile Disney in questi 7 minuti di avventura. Come ultimo saluto al proprio nonno, una bambina rivive alcuni dei momenti salienti di una giornata di pesca. Una storia a cui non manca nulla: animazioni a regola d’arte, avventura, divertimento, sentimenti e anche un antagonista da sconfiggere. Ognuno conserva con sé i ricordi più belli dei propri cari, e poter rivivere quello di questa piccola bambina è davvero emozionante!

Cincheciò- Gente di Morra, Giacomo Bolzani, Italia, 2022 | Frutteto

Il cortometraggio mira a descrivere una realtà che, riuscendo a resistere nonostante i processi sempre più meccanici e globali dell’età contemporanea, mantiene un’autenticità e una forma di sintonia e dialogo serrato con la natura e con ciò che essa comporta. Vengono dunque presi in considerazioni anche i profili culturali più interessanti, come, per esempio, le tradizioni, e in questo caso il gioco della Morra. Esso è estremamente particolare poiché dal 1931 viene considerato illegale in quanto ritenuto violento. Ma si vede come, invece, nella dimensione e nella terra nella quale ci viene presentato da Bolzani, sia parte integrante di un vivere collettivo.

Shoal, Tammes Bernstein, Regno Unito, 2020 | Frutteto

Bernstein con la produzione di Shoal, che già dal titolo sembra preannunciare l’ambientazione nella quale tutto si svolgerà, vuole portare in scena la vita quotidiana di un piccolo paese del nord Europa, dove l’attività economica principale è legata al commercio ittico. Ma sarà proprio in questa dimensione di tranquillità quasi statica che avverrà qualcosa di inaspettato, che cambierà interamente il modo in cui questa microsocietà si rivolge a una delle protagoniste. Essa è, infatti, costretta a vivere atti di aggressività rivolti nei suoi confronti da parte degli altri abitanti del paese. Sembra quasi che nessuno voglia più parlare o avere a che fare con lei, anche l’atmosfera nell’ambito lavorativo diviene difficile da sostenere, ed è così che sul finale la vediamo partire a bordo di una piccola imbarcazione, lasciando casa sua alle spalle.

The Bayview, Daniel Cook, Regno Unito, 2021 | Frutteto

Sulle coste nord-est della Scozia un’anziana donna ha trasformato un hotel abbandonato in un luogo di accoglienza per pescatori arrivati da terre diverse e lontane. Il cortometraggio riesce a fare luce su una tematica importante come quella della difficile conciliazione tra lavoro e immigrazione, senza però uscire da un contesto domestico che ci avvicina alle storie personali di ognuno dei protagonisti. La fotografia è splendidamente calcolata, ma senza perdere quel realismo necessario a raccontare un’attualità più vicina a noi di quella che solitamente immaginiamo, geograficamente e socialmente parlando.

Ghdaa yati alhb (Trumpets in the Sky), Rakan Mayasi, Palestina/Libano/Francia/Belgio, 2021 | Frutteto

Boushra, una ragazza siriana che raccoglie patate in Libano, torna a casa dopo una lunga giornata di lavoro nei campi e scopre che la sua infanzia è giunta al termine: è costretta a sposarsi e, di conseguenza, ad abbondare casa, amici e famiglia. Il cortometraggio utilizza la potenza delle immagini come veicolo per trasmettere due emozioni contrastanti. Da una parte abbiamo i sentimenti della paura e dell’isolamento da parte della protagonista, espressi attraverso immagini pulite e silenziose. Dall’altra parte abbiamo la gioia della comunità per la celebrazione del Grande Giorno, espressa attraverso la danza e la musica. Il messaggio è efficace senza bisogno di parole: lo spettatore prova empatia per i momenti intimi passati con la protagonista, e non può che provare disagio nell’allegra atmosfera che circonda il sacro vincolo del matrimonio.

Bug Farm, Lydia Cornett, Stati Uniti, 2021 | Frutteto

In una piccola città in periferia di San Francisco c’è una vera e propria fattoria di insetti. Gli operai che vi sono impiegati amano il loro lavoro, vi si dedicano con cura e dedizione ed ognuno di loro ha anche un insetto preferito. Bug Farm è un film figlio del luogo in cui nasce: San Francisco è una delle città più inclusive degli Stati Uniti (e non solo), e tenendo conto di questa premessa, tutte le dietrologie di questo film si fanno molto più chiare. Si tratta di un film inclusivo, in cui ogni creatura che appare sullo schermo è bella, unica e sensazionale in modo diverso, siano umani o insetti.

Memory, Nerea Barros, Spagna, 2021 | Frutteto

Anche se non c’è più, pur essendosi prosciugato e ritirato, il mare è il costante protagonista di quest’opera. Lo troviamo nella costante presenza dei suoni di sottofondo, nei ricordi e nei racconti del nonno, nelle ambientazioni a cui sono dedicate lunghe riprese e sequenze, nei tempi della narrazione dilatati e altalenanti, in costante cambiamento, nei canti folkloristici e nella musica classica. Anche senza vederlo mai, il mare è il perno su cui si muove e si sviluppa tutta la struttura e la narrazione di questo film, l’elemento da cui partono le riflessioni tematiche profonde su tutti gli altri argomenti affrontati: l’importanza della memoria, del rispetto della natura e della famiglia.

Sara Suozzo, Lara Ioriatti e Greta Pelizzari