Voto

6
Se sentivate una forte nostalgia di Jeeg Robot e se non ne avevate alcuna de L’uomo invisibile, Copperman, si posiziona esattamente al centro tra i due sentimenti, come una sorta di Forrest Gump di serie B.

Il regista Eros Puglielli, non è nuovo a proporre un cinema fantascientifico e acquisisce credibilità con il passare dei minuti proponendo un lavoro genuino, fresco, ma di difficile comprensione, probabilmente rivolto ad un pubblico più adulto. In questo modo la pellicola vive di eccellenti impulsi, ispirandosi ad uno stile vicino a Jean-Pierre Jeunet e riuscendo, anche se solo in parte, nell’impresa di internazionalizzare il cinema nazionale. La tecnica è ben curata: la fotografia moderna, un montaggio coerente ed efficace e una colonna sonora d’impatto sono ben armonizzati.

Lo stesso Argentero, pur non essendo Tom Hanks e forse neanche il Santamaria di Lo chiamavano Jeeg Robot, riesce a essere in parte e puntuale nella cura del proprio personaggio. La debolezza del film risiede in una scrittura che sembra quasi mollare la presa dopo la prima parte del film, risultando schematica e a tratti piatta a causa di un ritmo calante e una ripetitività eccessiva.

Rispetto al cinema nazionale degli ultimi tempi, Copperman riesce ad essere un prodotto di qualità, con delle pecche evidenti soprattutto se si cerca il confronto con un cinema estero, ma che nonostante tutto andrebbe sostenuto. Va premiato lo sforzo creativo di proporre qualcosa di nuovo risultando essere adatto a una domenica pomeriggio in famiglia.

Fabrizio La Sorsa