Voto

7

Presentato fuori concorso allo scorso Festival di Cannes, Il condominio dei cuori infranti di Samuel Benchetrit sorprende per l’etereo chiarore che le sue immagini sprigionano e per il delicato tepore che i personaggi, umili ma eroici, infondono nell’animo dello spettatore.

I destini di sei sconosciuti si intrecciano nel non-luogo di un condominio della banlieue parigina dando vita a un sogno tragicomico in cui l’impossibile diventa reale e il grigiore urbano si tinge di lirismo. Si tratta di personaggi frantumati e disperatamente incompleti che fluttuano sospesi nello spazio in eterna e silente attesa finché le loro solitudini collidono splendidamente. Lo stesso desolato edificio, ripreso da solenni campi lunghi, pare un’astronave alla deriva nello spazio infinito.

La forza dei personaggi, che sgomina l’apparente fragilità, è esaltata da frequenti primi piani e dalla scelta di un rapporto d’aspetto di 1:1,33, più intimistico e delicato rispetto al tradizionale Cinemascope. In questo modo lo spettatore può avvicinarsi ai sei astri caduti e vederli sorgere di nuovo, quasi fosse coinvolto nel loro reciproco completarsi e perfezionarsi.

Isabelle Huppert, Valeria Bruni Tedeschi e Michael Pitt sono perfetti nel raccontare questa storia di surreale umanità.

Giorgia Maestri