Olla, Ariane Labed | Concorso

Attrice e moglie del cineasta greco Yorgos Lanthimos, Ariane Labed dirige una cruda vicenda di sfruttamento e desiderio di emancipazione. Olla, giovane ragazza dell’est in cerca di un futuro lavorativo dignitoso, accetta un incarico come badante presso un’anziana signora che vive con il figlio di mezza età, viscidamente attratto dalla giovane. Dopo aver inizialmente sopportato abusi e i soprusi, Olla decide mettere fine a quella prigionia, e lo fa attraverso un uso cinico e consapevole del proprio corpo; un corpo tanto desiderato dall’uomo che l’ha assunta, quando e dai giovani che vivono nel suo quartiere. Quel corpo diventa la sua arma di emancipazione. Curioso, spietato e intenso, Olla si allinea alle intenzioni del cinema sperimentale greco contemporaneo, usandone il linguaggio surreale ma sempre accessibile.

Memorable, Bruno Collet | Concorso

Louis e Michelle stanno vivendo in serenità gli ultimi anni della loro vita. Trascorrono il tempo nella loro graziosa casa, tappezzata dai dipinti di lui, un pittore ritrattista. Ma il mondo che li circonda, bucolico e protetto, viene squassato dall’interno: Louis inizia a comportarsi in modo strano. Sembra perdere il contatto col reale, tanto da non riuscire più a descrivere che cosa sia, ad esempio, una pepiera. Sono i primi segni di una malattia neurodegenerativa. Ha inizio così il delicato e raffinatissimo racconto animato della crisi di Louis, tragico e allo stesso tempo ironico. Il finale strappa un amaro e sofferto sorriso allo spettatore: si ha l’impressione che nell’irrecuperabile deterioramento di Louis ci sia comunque qualcosa di brillante, la spia di un evento irripetibile, dell’inossidabilità del suo rapporto con Michelle; qualcosa che possa salvarsi dal tempo – qualcosa di custodito nei suoi quadri che rappresentano la moglie, Musa ispiratrice di una vita in tutte le sue età. 

Swatted, Ismael Joffroy Chandoutis | Concorso

Negli USA prende piede un’inquietante pratica legata al live gaming, lo swatting: un gruppo di piccoli hacker ruba i dati personali di alcuni giocatori e attraverso segnalazioni telefoniche fasulle spinge la polizia a irrompere nelle loro abitazioni seminando il panico. Chandoutis racconta questa nuova forma di bullismo attraverso un racconto ibrido che mette in scena testimonianze sonore, spezzoni di gioco e vere e proprie riprese in diretta. Ne risulta un cortometraggio intenso, che rappresenta il grado sempre più alto di alienazione raggiunto da bambini, ragazzi e adulti durante i giochi online e porta a una scomoda, urgente questione: è davvero sempre riconoscibile nettamente il confine che divide gioco e realtà? 

Shadow Cut, Lucy Suess | Concorso

Che cosa può offrire a un giovane un paesino sperduto nella campagna della Nuova Zelanda? Shadow Cut racconta la storia di un ragazzo prossimo all’età adulta che cerca di affermarsi in un luogo dove l’unica opportunità sembra essere quella di lavorare nel macello locale, sopportando turni tremendi e un lavoro sfiancante. L’intero cortometraggio è una giornata di fuga dalla realtà insieme alla sua migliore amica, che prepara il terreno a un minuto finale di esperienza onirica: il protagonista recita una sua poesia per un concorso, incentrata sul proprio desiderio di fuga. Sullo schermo si alternano i piani ravvicinati di lui e lei ad aperture a tutto campo sugli ampissimi spazi rurali della regione e a riprese dell’ambiente gelido e claustrofobico di una fabbrica in cui i due si intrufolano per gioco. Il risultato è un affresco intimo e intenso di una giornata di evasione, che in chiusura porta a una separazione lacerante: chi dei due è davvero pronto a lasciarsi tutto alle spalle? 

Lucìa en el limbo, Valentina Maurel | Concorso

Lucia ha due grandi problemi: i pidocchi e la verginità. Si sente invasa nell’intimo da piccoli ospiti sgraditissimi e allo stesso tempo soffre il ritardo rispetto alle amiche di scuola, che hanno già trovato un ragazzo con cui avere una prima esperienza sessuale. Valentina Maurel insegue per frammenti le giornate di Lucia, mettendo in luce tutte le sue fragilità ma anche il suo carattere deciso e forte, tutt’altro che puerile. Lo spettatore affianca la ragazza, ne percepisce emozioni e dubbi in maniera immersiva e, quasi, non mediata: l’incontro con uno sconosciuto nel bagno di un bar di periferia è il momento catalizzatore dell’intera vicenda, il momento topico che, attraverso un evento mancato, carica il cortometraggio di suspense e sentimento. Lucia en el limbo è il frammento di una complessa storia di formazione contemporanea: l’estroso e bizzarro parallelo che viene a crearsi tra il problema dei pidocchi e quello della verginità è sciolto solo in chiusura, quando Lucia sembra essere diventata adulta, o perlomeno sembra aver fatto un passo verso l’essere davvero una donna.

Ambrogio Arienti