All Inclusive, Corina Schwingruber Ilič | Concorso

La crociera è il non-luogo per eccellenza. Un mezzo che diventa il fine, una specie di prigione dorata in cui tutto è all inclusive e ogni bisogno è prontamente esaudito. Dai sontuosi saloni ai balli di gruppo, i soggetti ripresi da Schwingruber sarebbero i soggetti ideali per lo spot di una grande compagnia di crociere. È lo sguardo freddo, quasi entomologico, della regista a mettere a nudo la vita di una città galleggiante come migliaia di altre, dove tutto è così grande che l’umanità si perde in una miriade di momenti grotteschi e kitsch.

Memorie di Alba, Maria Steinmetz, Andrea Martignoni | Concorso

Un pudico corteggiamento che si protrae da oltre un anno, tra occhiate fuggevoli, poche parole scambiate in famiglia e caste matinée a teatro. Una storia quotidiana e tenerissima tra i portici della Bologna degli anni ’50. Questa la storia che Maria Steinmetz e Andrea Martignoni scelgono di raccontare attraverso la viva voce della protagonista, mantenendone tutte le reali sbavature e incertezze, tutte le pause, tutti i “non ricordo”. Animazione e fiction familiare si fondono in maniera simbiotica per conservare questo piccolo grande frammento di memoria.

Je sors acheter des cigarettes (I am going out for cigarettes), Osman Cerfòn | Concorso

Nella desolante routine di un anonimo appartamento ciascuno degli abitanti vive una vita parallela dietro la porta chiusa della propria stanza. Così il dodicenne Johnathan inventa un mondo di figure grottesche ma amichevoli che abitano i cassetti e gli elettrodomestici. Con uno stile di disegno dai colori freddi e un tratto che ricorda la graphic novel, Cerfòn traduce in immagini il momento di passaggio dal mondo colorato e giocoso dell’infanzia alla dura realtà dell’età adulta, che aspetta il protagonista appena oltre la soglia di casa.

Bavure, Donato Sansone | Concorso

Un po’ 2001 – Odissea nello spazio, un po’ body horror chronenberghiano. Partendo da una semplice macchia di tempera, l’animazione di Donato Sansone crea un universo viscerale e inquietante con pochi colpi di pennello, in un film in cui ogni cambio di prospettiva è un colpo di scena da attendere con il fiato sospeso, mentre la figura umana viene dissezionata e trasfigurata in qualcosa di totalmente alieno.

El verano del Léon eléctrico (The Summer of the Electric Lion), Diego Céspedes | Concorso

Narrazione rarefatta, dialoghi pesati con il contagocce e un’attenzione maniacale per la fotografia, sia nelle luci che nella composizione. Vincitore del premio Cinèfondation a Cannes – dedicato agli autori emergenti provenienti dalle migliori scuole di cinema – il film di Céspedes tratteggia il ritratto desolante di adulti allo sbando, guidati solo dalle proprie insicurezze e dal proprio egoismo, talmente inconsistenti da non meritare nemmeno un primo piano. Lo sguardo del regista empatizza allora con i suoi piccoli protagonisti, indugiando sul loro legame, tra giochi infantili e la consapevolezza di una gioventù perduta troppo presto in un mondo di famelici leoni.

Francesco Cirica