Nata a Teddington il 26 marzo 1985 e figlia d’arte dell’attore Will Knightley e della sceneggiatrice Sharman Macdonald, Keira Christina Knightley sogna fin da piccola di entrare a far parte del magico mondo dei propri genitori. Il suo desiderio viene esaudito molto presto: a soli otto anni la Knightley esordisce nella serie tv Royal Celebration (1993) e l’anno successivo compie il salto al grande schermo con un ruolo secondario in a A Village Affair (Gran Bretagna 1994), un dramma firmato da Moira Amstrong.

Abbandonato l’eccentrico progetto infantile di diventare un idraulico, oltre che un’attrice, durante l’adolescenza la Knightley si concentra sugli studi, concedendosi solo qualche apparizione marginale sul grande schermo. Grazie all’impressionante somiglianza con Natalie Portman, un altro astro nascente nel mondo del cinema di quegli anni, Keira Knightley viene ingaggiata da George Lucas per il ruolo di ancella della principessa Amidala in Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (George Lucas, USA 1999). Le due attrici erano tanto simili da essere praticamente irriconoscibili sotto il trucco pesante del personaggio e ingannarono persino il pubblico, convinto fino a poco tempo fa che entrambi i ruoli fossero stati assegnati alla Portman.

Da questo momento la Knightley si impone all’attenzione di Hollywood, grazie anche all’inaspettato successo della commedia inglese Sognando Beckham (UK/Germania/USA 2002), in cui il suo talento esplode e stupisce per freschezza e naturalezza: l’attrice diciassettenne è a proprio agio nei panni un po’ mascolini della soccer-player Juliette Paxton. È così che Keira Knightley getta le basi della propria carriera, soprattutto per quanto riguarda la scelta dei ruoli. Prediligerà infatti i panni di eroine solitarie delle più svariate epoche e di personaggi forti, dotati di un certo spessore psicologico, di una grande forza di volontà e di una spiccata sensibilità, in modo da poter crescere a livello umano, oltre che professionale.

Solo un anno dopo la Knightley viene scelta per interpretare Elizabeth Swann ne La maledizione della prima luna (Gore Verbinski, USA 2003), ruolo con il quale sviluppa un nuovo tratto che diventerà distintivo della sua personalità artistica: un’irruente sensualità dal carattere intenso e ammaliante, capace di far perdere la testa a due bellissimi di Hollywood come Johnny Depp e Orlando Bloom, rispettivamente nei panni dei due pirati Jack Sparrow e Will Turner. Lo stile fresco, irruente e appassionato della Knightley è ormai ben noto e le assicura il ruolo di Miss Swann nei sequel della saga de I pirati dei Caraibi, ma la porta anche a conoscere il regista inglese Joe Wright, che la ingaggia entusiasticamente per il ruolo di Elizabeth Bennet nella trasposizione cinematografica del capolavoro di Jane Austen Orgoglio e Pregiudizio. L’attrice soddisfa ancora una volta le aspettative, conquistando anche i più rigidi fan del romanzo grazie a una sottile ironia e a un sorriso malizioso. Questa performance le fa meritare la nomination agli Oscar del 2006 come Migliore attrice protagonista.

I suoi successivi film quali Espiazione  (Joe Wright, UK/Francia 2007), La duchessa (Saul Dibb, UK/Italia/Francia 2008), A Dangerous Method (David Cronenberg, Francia/UK/Canada/Germania/Svizzera 2011) e Anna Karenina (Joe Wright, UK 2012) mostrano la passione della Knightley per le pellicole in costume, in particolare per le storie significative sulla condizione femminile nei secoli passati. La bravura di Keira Knightley risiede nel valorizzare la psicologia delle proprie eroine, donne intelligenti e capaci, forse troppo moderne per la loro epoca, mostrando la loro superiorità ma allo stesso tempo la loro dipendenza da vincoli sociali opprimenti e insoddisfacenti che le vogliono semplici madri di famiglia rispettose e obbedienti. Non c’è mai un vero lieto fine in questi film: le protagoniste finiscono per sottomettersi a un destino a suo modo crudele, ma la loro dignità, il loro coraggio e la loro forza d’animo si mantengono intatti, grazie anche all’espressività dell’interprete.

Caterina Polezzo