Voto

7

A circa due anni da Hype Aura, Nostralgia si presenta come il manifesto stilistico dei Coma_Cose. Esponendo il loro lato più sincero e mettendo a nudo le proprie emozioni, il duo sperimenta nuove sonorità attraverso sette tracce, abbinandole al loro amore per i giochi di parole e trasmettendo all’ascoltatore un senso di nostalgia agrodolce. Come fossero capitoli di un libro, i brani si susseguono raccontando la storia di Francesca e Fausto e della loro “relazione complicata” con il successo e con il mondo della musica italiana. Un successo arrivato, oltre che per la partecipazione al Festival di Sanremo di quest’anno, grazie anche alle numerose collaborazioni che hanno costellato il 2020, in particolare quelle che hanno visto gli artisti al fianco dei Subsonica e di Francesca Michielin.

Uno dei momenti migliori e più rappresentativi dell’album si può ascoltare in La canzone dei Lupi, che accosta beat leggeri con un testo deciso (“Tutto si addomestica e tutto si disintegra/tranne i lupi e noi“). Ma è con Novantasei che si raggiunge l’apice: tra chitarre alternative rock, le due voci, che hanno lasciato la struttura rap del vecchio disco per lasciare spazio a dei cantati tipicamente indie, rievocando un revival dal retrogusto ‘90s (“Ossa di cane/Non mi è passata la famе/Per colazione due fette di pane/Col miele di male/La vita borghese, come ti va?”). Nostralgia è un disco che lega il presente al passato, crea una piacevole malinconia, trasmettendo fierezza. Per i Coma_Cose quella stessa fiamma – presente anche nell’artwork del disco – brucia ancora e continuerà a bruciare come la loro passione per la musica che li ha fatti arrivare al grande pubblico.

Giulia Tonci Russo