Voto

7

Dopo due anni di singole uscite slegate tra loro – fatta eccezione per i tre pezzi di Inverno Ticinese (2017) –, ecco il primo disco full-length del duo indie/elettronico più seguito della scena italiana, che ingloba tutti gli elementi caratteristici della produzione di Fausto Lama e California fino ad adesso. In HYPE AURA torna la sincerità tipica del duo nel raccontare le paure dei giovani che si muovono all’interno della giungla urbana, tra influenze pop, trap ed elettroniche, potenziata da quell’audacia espressiva che ha permesso ai Coma_Cose di raggiungere chiunque si avventuri nel loro immaginario.

Il singolo GRANATA apre l’album con un’ambientazione milanese che disorienta ma lascia spazio a una melodia radiofonica quasi grottesca, anticipando quello che può essere considerato il mantra del disco: “Che schifo avere vent’anni, ma quanto è bello avere paura”. Piuttosto che il gioco di parole del titolo (HYPE AURA, “Hai paura”), è la voglia di buttarsi nei baratri dei vent’anni a guidare le sperimentazioni sonore del disco, come le immagini audaci in cui si concretizzano le paure degli autori, due ragazzi smarriti nel caos del paesaggio urbano contemporaneo, nella “notte lunatica” della città.

Tra le rime di Lama, l’interpretazione trap dei beat di California e i ritornelli melanconici di VIA GOLA, A LAMETTA e S. SEBASTIANO, l’anima dell’album si declina in diversi episodi quotidiani comuni, ma raccontati con immagini personalissime. Nel marasma di una scena indie-pop sempre più omologata, i Coma_Cose si confermano un’eccezione: incapaci di nascondersi dietro alla riduttiva nozione di genere, Fausto Lama e California sfornano un disco carico della loro identità personale e del loro sound super contemporaneo.

Riccardo Colombo