Voto

6

La stagione 2020/21 ha finalmente spianato la strada ai documentari; pensiamo a Notturno di Gianfranco Rosi (Italia, 2020), al vincitore del Sundance The Dissident (Bryan Fogel, USA, 2020) e a Collective – per citarne giusto alcuni. Girato dal regista rumeno Alexander Nanau, quest’ultimo titolo è entrano nella cinquina degli Oscar 2021, senza però portare a casa la statuetta. Presentato a Venezia 76, Collective racconta l’enorme incidente avvenuto in Romania il 30 ottobre 2015, quando, durante un concerto dei Goodbye to Gravity nel club Colectiv di Bucarest, è scoppiato un grave incendio. A causa dell’assenza di uscite di sicurezza, le persone morte complessive sono state 62, le ferite 143; le successive proteste da parte della popolazione costringeranno il governo alle dimissioni.

Il racconto di Nanau prende le mosse dall’indagine della La gazzetta dello Sport di Bucarest per scoprire perché furono così tanti i giovani che, nonostante il ricovero in ospedale, non riuscirono a sopravvivere alle ustioni provocate dall’incendio: la principale azienda fornitrice dei gel disinfettanti agli ospedali rumeni diluiva di oltre dieci volte la concentrazione del principio attivo. In breve tempo, il ministro della sanità rumeno consegna le dimissioni e inizia a sgretolarsi l’enorme sistema di corruzione che pervade l’intero apparato sanitario (e politico) rumeno, sotto i colpi della stampa e delle proteste dei cittadini.

Davide Spinelli