Voto

7

Anticipato dal singolo omonimo uscito a inizio gennaio, È sempre bello riporta sulla scena musicale Silvano Albanese, in arte Coez, dopo due anni da Faccio un Casino. Prodotto da Niccolò Contessa de I Cani, il nuovo album continua a seguire le soluzioni artistiche che avevano già funzionato nel lavoro precedente: a partire dal singolo che ha tutto il sapore di una hit radiofonica, il disco si mantiene stabile tra l’it-pop e il rap, rimanendo ben ancorato al magico universo dell’indie, al quale si deve lo stile onesto e senza filtri della scrittura.

È sempre bello si rivolge, ancora una volta, a un pubblico molto ampio, riuscendo a catturare soprattutto i giovanissimi come una calamita: sprigiona leggerezza e positività, l’urgenza di esprimere attraverso la musica ciò che in realtà è lì sotto agli occhi di tutti, nella vita di ogni giorno. Lo stesso singolo, con il suo ritornello-slogan romantico “oggi voglio andare al mare/Anche se non è bello”, distende l’ascoltatore e lo fa sentire al sicuro, proprio come può far sentire al sicuro soffermarsi sulle piccole cose che ci circondano, ripetere a se stessi che ogni cosa può diventare bella se guardata da una prospettiva diversa, provare ad abbandonare ogni tanto l’idea che tutto debba essere sempre perfetto (“È bella questa stanza anche se ci sto da solo”, “È bello rimettere insieme i pezzi, vedere che alla fine stanno in piedi anche da soli”).

Attraversa il disco un’atmosfera serena e confortante: accettare le proprie debolezze e la propria nostalgia (Fuori di me Aereoplani), una serenata sfacciata (La tua canzone), sinceri quadretti soft-porno (Parquet), e tocca l’apice Vai con Dio, esplicita citazione del geniale brano di Lucio Dalla Disperato Erotico Stomp (“Se ti hanno visto bere a una fontana, ero io”), che risuona nel sound e nei beat elettrizzati, beffardi e piacevolmente maleducati.

Con È sempre bello, Coez cavalca l’onda del proprio successo, consapevole di avere trovato gli ingredienti giusti per rimanere in sintonia con il pubblico italiano dell’it-pop, il genere che in questo momento si sta dimostrando sempre più in grado di cogliere e restituire i microcosmi intimi e quotidiani della nuova generazione.

Valeria Bruzzi