Voto

8

Immaginato e progettato negli anni Settanta da Christo insieme alla moglie e sodale Jeanne Claude, The Floating Piers è una delle opere d’arte contemporanea più coraggiose e ambiziose che Christo abbia mai realizzato. Nell’estate del 2016, l’artista bulgaro esponente della Land Art statunitense mette a punto un’installazione gigantesca: un imponente pontile galleggiante sul lago d’Iseo lungo tre chilometri che permette ai visitatori di camminare letteralmente sull’acqua.

Christo – Walking on water è il documentario che segue passo per passo le mosse dell’artista e del suo entourage alle prese con gli incubi burocratici, le interminabili ore d’attesa fuori dagli uffici pubblici, i pericoli strutturali e le forme di sicurezza da adoperare, le centinaia di persone da coinvolgere e istruire al solo scopo di realizzare un’opera di oltre 200.000 cubi in plastica rivestiti di quel memorabile tessuto arancione. Soltanto un uomo pratico, allergico alla demagogia e ai flash, avrebbe potuto concepire un’attivazione di menti e di corpi così tanto ampia: in due settimane esatte (la durata dell’opera) accorrono lungo le sponde del lago lombardo più di un milione di persone, per lo più albergatori sporadici dell’arte contemporanea.

Fedele allievo di una sperimentazione che guarda al cinema verità, il regista Andrey Paounov segue con camera a mano la costruzione dell’installazione, percorrendo pedissequamente i sentieri ripidi e scoscesi tracciati dalla stravagante ostinazione di Christo. “Tutti i nostri progetti sono opere d’arte. E sono del tutto inutili. Esistono solo perché a me e Jeanne-Claude piaceva guardarli e realizzarli”: ecco che si stabilisce la portata creativa di dell’Artista, la sua fascinazione per le mirabilia e la passione ardente di volerle tutte per sé, riproducendole per possederle. Di notevole intensità è la fotografia che dall’alto riprende The Floating Piers mentre suggerisce un monito altisonante: fino a che punto può l’uomo arrivare a godere della natura? Fino a che punto può fare o smettere ed osservare?

Agnese Lovecchio