Voto

8.5

“Correremo dal Signore e scapperemo da chi può proteggerci”: racchiusa nelle parole di un vecchio spiritual, è questa la risposta alla domanda che fa da titolo all’ultimo documentario di Roberto Minervini. Cosa vuol dire uscire di casa ogni mattina senza la certezza che si arriverà vivi alla sera? Questo il quesito posto dal regista italiano, ormai da molti anni stanziato negli Stati Uniti, indagando la realtà che si è trovato davanti agli occhi avventurandosi per le strade di uno dei quartieri più poveri di New Orleans, abitato prevalentemente da neri.

È qui che ha conosciuto Judy Hill, la carismatica proprietaria dell’Ooh Poo Pah Doo bar: lei il fuoco ce l’ha negli occhi, quando trema per la rabbia nel farsi portavoce di tutte quelle storie sbagliate vissute da lei e dalle persone che ama. Ma il lavoro di ricerca non si è fermato qui per Minervini, che si è messo direttamente in contatto con la presidentessa del Black Panther Party. Ha potuto così seguire alcuni rappresentanti del movimento fra manifestazioni e indagini porta a porta sui numerosi omicidi di ragazzi neri avvenuti in Louisiana nell’estate del 2016, ritrovandosi più volte a dover schivare i colpi delle pallottole della polizia. In questa realtà a due passi dalla nostra che ci ostiniamo a ignorare, la violenza è in ogni aspetto della vita di ogni giorno, non c’è modo di schivarla; una condizione che emerge potente dalle riprese dal sapore neorealistico dei giochi di due fratelli, Ronaldo e Titus, bambini costretti a crescere troppo in fretta. Bambini estremamente consapevoli di tutto ciò che di terribile accade quotidianamente proprio dietro casa loro, a cui la mamma non nasconde nulla proprio per il loro bene, proprio perché non possono permettersi di non sapere.

Per esorcizzare le preoccupazioni quotidiane, per ritrovare la forza di continuare a lottare, c’è la musica, c’è il trovarsi insieme a ballare e cantare nonostante tutto, anche mentre il mondo va in fiamme. E infatti è con le riprese della preparazione alla celebrazione del Mardi Gras, una tradizione radicatissima a New Orleans, che si apre e si chiude la pellicola.

Clara Sutton