Voto

6

Se pensavate che la black music fosse ormai scomparsa dalle scene, forse non avevate ancora fatto i conti con la Daptone Records e la sua officina di artisti dall’indiscutibile talento. Charles Bradley è diventato nell’arco di solo cinque anni la voce e il volto della musica soul americana: nato a Gainesville (Florida) e in attività da ben cinquant’anni, Bradley torna sotto i riflettori con il suo terzo disco, Changes, un concept album basato sull’amore per una madre non molto presente e per la patria a lui tanto cara, con i brani God Bless America e Good To Be Back Home.

La title track è un colpo di genio, un rifacimento del classico dei Black Sabbath in chiave gospel-blues, sapientemente strutturato anche grazie alla formidabile prestazione canora di Bradley. L’album prosegue con Ain’t It A Sin, che si distacca leggermente dall’anima soul e viene trasformato in un brano d’ispirazione rockabilly dalla partecipazione del trio londinese The Bullets Band e dei loro riff altamente ritmati. Degne di nota sono anche Crazy For Your LoveThings We Do For Love Slow Love, alle quali è affidato il compito di narrare una vita scandita da fallimenti, dolore e povertà.

Changes è un album versatile e maturo, che non cede alle lusinghe dell’estetica del soul-revival ma ne propone una visione innovativa, totalmente permeata dalla linea stilistica che Bradley sapientemente ha congeniato.

Sabino Forte