Voto

7

Dopo essere salito sul palco dei Grammy Awards del 2017, aggiudicandosi tre statuette (una di queste per il miglior album rap), Chance The Rapper è diventato il volto di un immaginario fatto di gospel e rap, diametralmente opposto per mood rispetto a quello portato avanti dai suoi colleghi. A due anni di distanza dall’uscita del mixtape Coloring Book, totalmente autofinanziato e definito dalla critica il miglior album hip hop del 2016, ecco arrivare il suo primo album ufficiale: The Big Day.

Un percorso lungo 22 brani che chiama in causa tre concetti fondamentali per la vita di Chance The Rapper: famiglia, fede e matrimonio. Il titolo dell’album è infatti un riferimento al giorno in cui è convolato a nozze con sua moglie Kirsten Corley, conosciuta già alle superiori, e ascoltarlo è come partecipare a una funzione musicale: le tracce scandiscono con precisione i vari momenti del grande giorno, dai cori in stile Sunday Service di All Day Long con John Legend ai passaggi in cui il beat è più cupo e impastato di voci, come in Slide Around con Lil Durk e Nicki Minaj.

Un progetto complesso che richiede più di un ascolto per essere metabolizzato; motivo per cui, almeno oltreoceano, la risposta del pubblico e della critica è stata più fredda del previsto. A differenza di Coloring Book, che dipingeva un paesaggio fatto di luminosa speranza, questa volta Chance The Rapper mette al centro il motore della sua esistenza: ed è probabilmente per questo che le sue rime arrivano ancora più decise e brillanti rispetto al passato.

Matteo Squillace