Voto

8

Chance The Rapper è tornato ai microfoni con il suo terzo mixtape Coloring Book, affermandosi prepotentemente nella scena con un flow che non ha bisogno di spiegazioni e con una maturità decisamente nuova. È proprio lui a sottolineare questa crescita: “We don’t do the same drugs, no more”; non è più Acid Rap, ora le sue sono liriche consapevoli e cariche di positività. Il pupillo nonché concittadino di Kanye West, al quale ha ricambiato la collaborazione in Ultralight Beam di The Life Of Pablo, guarda adesso al suo passato travagliato nei quartieri dell’amata “City of Wind” (la “dolce casa” Chicago) con una certa nostalgia (Summer Friends), ma anche con una voglia di cambiamento (“Clean up the streets, so my daughter can have somewhere to play” recita in Angels).

Le produzioni sono elettroniche ma anche strumentali e gli “invitati” sono i più vari: voci pop come quella di Justin Bieber; rapper affermati tra cui Lil’ Wayne, 2 Chainz, Jay Electronica e Future; protagonisti dell’R&B come Jeremih e T-Pain.

Dai testi e dalla meravigliosa melodia gospel che caratterizza buona parte delle tracce (Blessings, How Great e Finish Line Drown) emerge con forza il sentimento religioso di Chancelor: la sua fede è rivolta a Dio, alla vita e soprattutto alla sua famiglia, che diventa il leitmotiv di questo “libro colorato” (“Man, my daughter couldn’t have a better mother”). Il rapper è dunque riuscito in una sfida quasi impossibile per il suo ambito: trattare una tematica così delicata e profonda con grande finezza.

Anna Laura Tiberini