Giusto il tempo per una sigaretta, Valentina Casadei, Italia, 2020 15’ | Sezione Internazionale

La storia di due fratelli cresciuti da una madre incapace di prendersene cura perché affetta da alcolismo, viene narrata con estrema delicatezza e rispetto.

Gas Station, Olga Torrico, Italia, 2020, 10’ | Sezione Internazionale

I corti di Elenfant Distribution sono sempre una certezza. Film personale e sentito, che attraverso flashback coinvolgenti ed empatici riesce a trattare una storia stratificata di un’adolescenza complessa, con tutto ciò che quell’età si porta dietro.

Cargo, Abhilash Chandra, Malaysia, 2019, 16’ | Sezione Internazionale

Inaspettatamente, Cargo potrebbe essere l’inizio di un film schi-fi. Qualcosa di oscuro e pericoloso è racchiuso in una roccia, e l’unico che riesce a percepire il potere distruttivo di questa oscura materia è un ragazzo appena adolescente. Una storia che si fa via via sempre più profonda e stratificata, tra lunghi silenzi, incomprensioni e pochi ma efficaci effetti speciali.

Auksinės Minutės (Golden Minutes), Saulius Baradinskas, Lituania, 2019, 10’ | Sezione Internazionale

Un uomo cerca di suicidarsi ma la corda che aveva appeso al soffitto crolla miseramente. Poco dopo, viene colpito da un infarto sul ciglio della strada. Il suo desiderio sembra potersi avverare, forse. Quando si viene colpiti da un infarto, si hanno esattamente 10 minuti (i cosiddetti “Golden Minutes”) per venire soccorsi e salvati. Ma in questo caso tutto dipende dall’empatia dei passanti. Auksinės Minutės solleva una riflessione non nuova ma importante: morire è un atto di dignità e in quanto tale deve essere rispettata.

Señoritas Crepé (Ladies Crepé), José Ignacio Mancilla Cruz, Messico, 2020, 9’| Sezione Internazionale

Una signora entra in un salone per farsi sistemare l’acconciatura, ma le due donne che vi lavorano, sono due megere che si nutrono dell’anima dei clienti.

Le Jour D’Aprés (The Day After), Lisa Carletta, Belgio, 2020, 6’| Sezione Internazionale

Film figlio della pandemia, Le Jour D’Aprés indaga l’amore a distanza e la memoria. Quando la distanza non è fisica eppure continua a venire percepita, anche se ci si guarda negli occhi o ci si stringe tra le braccia, la presa di coscienza è straziante.

Cynthia, Jack Hickey, Irlanda, 2019, 17’| Sezione Internazionale

Film schietto e sincero, inizia con molti non detti e finisce che ogni mistero è svelato. Tutto scorre in modo estremamente naturale, secondo le aspettative, al punto che persino il “colpo di scena” viene trattato come un normale evolversi della discussione e dei sentimenti.

Archibald’s Syndrome, Daniel Perez, Francia, 2019, 20’| Sezione Internazionale

Archiblad ha una particolare malattia: tutto quello che fa con le proprie mani viene copiato dalle persone intorno a lui. Un giorno, decide di rapinare una banca e nella fuga incontra Indiana, una ragazza anarchica, contraria a ogni forma di controllo. Estremamente francese nelle intenzioni e nell’etica ed esteticamente tarantiniano, con un po’ de Il favoloso mondo di Amélie, Archibald’s Syndrome è un film divertente, assurdo e inusuale.

Greta Pelizzari