La sensazione di dolce introspezione restituita da opere come il Bacchino malato e la Vocazione di San Matteo stride con l’’esistenza maledetta, caratterizzata da continui esili e tormenti, del loro autore: un dualismo imprescindibile ben raccontato in Caravaggio – L’anima e il sangue, l’ultimo film d’arte prodotto da Sky e incentrato sulla vita di Michelangelo Merisi, noto a tutti come Caravaggio.

Diretto da Jesus Garcia Lambert, il docufilm procede su un doppio binario che a poco a poco sviscera sapientemente la vita del Merisi. Da un lato la costruzione di una mappa artistica che sveli ogni segreto delle sue opere più conosciute (merito anche della risoluzione in 8K e del formato Cinemascope 2:40, sperimentati per la prima volta in Italia proprio da Sky). Dall’altro la discesa tra le pieghe dell’animo di un pittore tormentato, la cui produzione artistica è stata fortemente condizionata dalla società dell’epoca. A dare forma ai pensieri più reconditi di Caravaggio è la voce di Manuel Agnelli, adatto al ruolo per timbro e profondità.

Sarebbe impossibile parlare di Caravaggio senza fare riferimento all’incessante pellegrinaggio che lo ha portato da Milano a Napoli (dove fu esiliato), passando per Roma, Siracusa e Malta. Una ricerca di se stesso, come quella perseguita da tutti gli uomini, che a ogni tappa lo porta a consegnare un pezzetto di sé, tramutandolo in arte. La Pinacoteca di Brera, i Musei Vaticani, il Pio Monte della Misericordia: questi sono solo alcuni dei luoghi d’arte più significativi del nostro Paese in cui è conservata una testimonianza del passaggio di Caravaggio che, come afferma lo storico dell’arte Claudio Strinati, “a differenza di ciò che ci è stato detto era un uomo fortemente addentro all’ingranaggio sociale dell’epoca e perciò ha saputo fare da punto di contatto fra l’umano e il divino“. E Caravaggio – L’anima e il Sangue ha il merito di saper indagare entrambe le dimensioni.

Menzione speciale per le scene girate da Sky insieme a Vatican Media nel caso del ricollocamento virtuale de La Madonna dei Parafrenieri, rifiutata nel 1606 da Scipione Borghese e destinata inizialmente a occupare il posto sopra l’Altare di San Michele Arcangelo all’interno della Basilica di San Pietro. Un’operazione di graphic video senza precedenti che rende giustizia a un pittore immortale.

Matteo Squillace

Potrebbero interessarti: