Voto

7

Diretto da Frank E. Abney III, collaboratore di Disney e Pixar in diversi film tra cui Toy Story 4, Frozen e Coco, Canvas – Una tela di ricordi parte letteralmente dal suo pubblico. Nasce infatti da una campagna di crowdfunding, per poi approdare nel catalogo della maggiore piattaforma di streaming mondiale, che ultimamente sceglie sempre di più di dare grandi spazi e grandi pubblici anche ai formati considerati minori. Dopo il successo di diverse serie animate, tra cui Bojack Horseman, Big Mouth o The Midnight Gospel, Netflix si apre definitivamente all’animazione, un linguaggio espressivo erroneamente e riduttivamente considerata un genere cinematografico, che può invece includere in sé ogni genere, dando risonanza e potenza a messaggi umani oltre il reale. E infatti di recente la piattaforma ha lanciato altri prodotti d’animazione, tra cui Se succede qualcosa, vi voglio bene, disponibile dal mese di novembre, e Cops and Robbers, in uscita ne prossimo futuro.

In 9 minuti Canvas restituisce un concentrato di storie d’amore e di perdita, intrecciate in una fitta rete in cui si incontrano e scontrano l’amore per la famiglia e per una donna, l’amore per l’arte e per la passione, l’amore per la vita. La perdita le accompagna tutte, come un fantasma con cui è difficile fare i conti. Senza dire una parola, le poche ma potenti immagini restituiscono un ritratto umano che, forse proprio grazie alla sua semplicità e immediatezza, arriva dritto al cuore. Un’animazione che dimostra di saper uscire dagli stereotipi che la relegano esclusivamente nel mondo dell’infanzia, parlando e urlando ad un pubblico anche adulto con la stessa forza e intensità di qualsiasi film drammatico.

Chiara Ghidelli