Voto

6

Bandiere del mainstream rock internazionale, i Cage The Elephant si sono costruiti una solidissima fanbase a suon di chitarre distorte, ritmi energici e concerti memorabili. Era difficile mantenere il livello del lavoro con cui avevano vinto il premio Best Rock Album ai Grammy Awards del 2017, Tell Me I’m Pretty (prodotto da Dan Auerbach), eppure Matt Schultz e compagni ci sono riusciti: il nuovo disco suona come il riassunto ideale della loro carriera. Social Cues strizza l’occhio al dance rock con brani radio-friendly costruiti efficacemente per il grande pubblico.

Broken Boy alza subito la temperatura, inaugurando la componente dance dell’album appena prima che la title track introduca la prima, appiccicosa melodia, seguita dall’ammiccante Black Madonna. Night Running – singolo segnato dal featuring di lusso con Beck – è ricco di sonorità moderne e accattivanti, mentre Ready To Let Go e House of Glass ricordano la grinta di Melophobia (2013). Il disco si avvia naturalmente verso la fine, senza momenti salienti, fatti salvi i riff di Dance Dance e Tokyo Smoke e i lenti Love’s The Only Way e Goodbye, che cala il sipario con lunghi accordi al pianoforte.

La sensazione che traspare dall’album è che l’intero lavoro sia indirizzato verso il largo consumo, promettendo live coinvolgenti ma non memorabili. Social Cues graffia, ma non lascia il segno.

Riccardo Colombo