Voto

7

A un anno di distanza da African Giant, Burna Boy torna sulla scena con Twice as Tall: un atto musicale di rivoluzione comunitaria che rende ancora più risonante la sua eredità nigeriana. Quindici tracce in cui l’afro-fusion incontra l’hip-hop, il soul e l’R&B a creare delle atmosfere accattivanti e innovative. L’album è più complesso e stimolante rispetto ai precedenti progetti, sebbene il 2020 sia un anno decisamente meno spensierato: Burna Boy riserva però delle cariche di energia che in questo disco trasudano dell’entusiasmo e della vivacità incontenibile della cultura africana.

Twice as Tall si apre con il synth della titletrack, tratta dal film del 1959 Journey to the Center of the Earth, introducendo quel contrasto di toni che occupa l’intera tracklist. Nella traccia, Burna Boy rigurgita l’amara delusione per la sconfitta ricevuta durante gli ultimi Grammy digerendola repentinamente nella frase che chiude la canzone: “I’m a motherf**king legend and I say it proudly”. Il disco è segnato dall’orgoglio e dalla fiducia che l’artista nutre per se stesso, restituita a piccole dosi in un percorso di meditazione e accettazione in cui si perde e si ritrova più forte di prima. Level Up (Twice as Tall) si concilia alla successiva Alarm Clock, introdotta dalla voce di Sean Diddy Combs che predica l’unità nera, accompagnato dal canto inquietante di voci operistiche e dalla melodia di un sassofono, che si interrompe all’improvviso, lasciando spazio a un groove travolgente alla Anderson .Paak.

Ascoltando Way Too Bing si entra pienamente nel mood del disco, conducendo l’ascoltatore a interiorizzare messaggi di amore, speranza e crescita personale. Il tono pensieroso di Twice as Tall viene allontanato da brani più ballabili come Wonderful, Onyeka (Baby), Naughty by Nature e Comma, che offrono una tregua all’attenzione portando un po’ di spensieratezza. L’accattivante Wonderful restituisce l’immagine di un’Africa umanitaria, immersa in un’atmosfera tribale giocosa. Onyeka è un’inaspettata canzone d’amore che si ispira a Onyeka Onwenu, diva e attivista nigeriana che ha lottato contro la corruzione del governo in Nigeria. Altra dedica nella successiva Naughty by Nature, che accenna l’iconica hit Hip Hoop Hooray. Su brani come Monsters You Made e, in misura minore, 23, Real Life e Bank On It, Burna Boy torna a mettere a nudo le sue ferite. Monsters You Made è una dichiarazione d’intenti, una traccia hip hop anticoloniale che abbraccia le cadenze di Dirty Diana di Michael Jackson. Nella traccia l’artista ripercorre i regimi oppressivi della storia approdando al presente.

Twice as Tall prende molte delle parti costitutive di African Giant e le compone più consapevolmente: lo spirito politico, le sonorità tipicamente africane (incluso l’uso di lingue come lo yoruba), alcune collaborazione di alto profilo (Chris Martin, Stormzy, Naughty by Nature) e soprattutto, una vigorosa libertà d’opinione espressa con personalità e disinvoltura. Twice as Tall è un album ben fatto che esalta la capacità di Burna Boy di fondere con grande perizia stili e culture diverse.

Deborah Cavanna