Dopo aver dimostrato un talento fuori dal comune con pellicole come Il grande Gatsby (Baz Luhrmann, 2013) o The Wolf of Wall Street (Martin Scorsese, 2015), Leonardo DiCaprio iniziò a trovarsi per più volte a un soffio dall’Oscar, senza mai riuscire ad agguantarlo. Un premio agognato per anni dall’attore, che durante ogni notte degli Oscar diventava il bersaglio preferito delle discussioni sui social, tra gif, fotomontaggi e meme.  Ma la carriera di DiCaprio iniziò molto tempo prima di questo tormentone e del meritato Oscar con Revenant – Redivivo di Iñárritu nel 2015. Oggi che l’attore compie 44 anni, vogliamo festeggiarlo riesumando quelle pellicole degli anni ’90 che l’hanno reso ciò che è.

1. Buon Compleanno Mr. Grape, Lasse Hallström, 1993

La quotidianità di Gilbert Grape (Johnny Depp) è costellata di drammi, dalla madre che soffre di obesità e depressione all’autismo del fratello minore Arnie Grape (un giovane DiCaprio), ossessionato dal pluviometro della cittadina, sul quale si arrampica continuamente. Lasse Hallström si sofferma sul percorso di formazione di ognuno di questi personaggi problematici. DiCaprio lavora con profondità sulla costruzione del proprio personaggio, ne assume le caratteristiche sia verbali che fisiche e accentua quel senso di struggente dolcezza che già la sceneggiatura gli conferiva. Questa straordinaria interpretazione gli valse una nomination agli Oscar come Migliore attore non protagonista, inaugurando la sua scalata a Hollywood.

2.  Romeo + Giulietta di William Shakespeare, Baz Luhrmann, 1996

Nel 1995 DiCaprio rifiuta la parte di Robin in Batman Forever per recitare in Poeti dall’inferno (Agnieszka Holland, 1995) e Pronti a morire (Sam Raimi, 1995). Ma è l’anno successivo che si accendono per lui le luci della ribalta, quando interpreta Romeo Montecchi nel film di Luhrmann. Per travolgere una materia classica e tradizionale, il regista ha deciso di giocare con la forza visiva delle scenografie, della fotografia e dei costumi, reinterpretando in chiave pop e onirica la tragedia shakespeariana. Romeo + Giulietta di Shakespeare spazza via il Romeo sognatore e lo trasforma in un ragazzo fatto di carne e ossa che brucia di passione. Con qualche eco di West Side Story, il Romeo di DiCaprio si affermerà come icona della generazione figlia di MTV di fine anni ’90.

3.  Titanic, James Cameron, 1997

Ritenuto allora una meteora sulla via del tramonto di DiCaprio, il ruolo di Jack Dawson diventerà invece decisivo nella carriera dell’attore, fissandolo per sempre nell’immaginario collettivo come eterno adolescente. L’amore impossibile tra Jack e Rose (Kate Winslet) si impose infatti come simbolo di un’intera generazione e quel loro bacio sulla prua del Titanic rimarrà indimenticabile. Ci volle niente meno che Martin Scorsese per farci dimenticare quel viso angelico e mostrarci un lato inedito di DiCaprio: nel 2002 l’attore verrà ingaggiato per interpretare Amsterdam Vallon in Gangs of New York, ruolo decisivo per la sua carriera, che lo trasformò nell’attore che conosciamo oggi.

4.  La maschera di ferro, Randall Wallace, 1998

Prima di diventare l’attore feticcio di Scorsese e Tarantino, sull’onda del successo DiCaprio si cimenta in alcune commedie di Woody Allen come Celebrity (1998), mentre cerca di scrollarsi di dosso l’immagine angelica di Titanic interpretando Luigi XIV ne La maschera di ferro. Tuttavia la sceneggiatura, scritta dal regista Randall Wallace, privilegia l’azione a discapito dell’approfondimento psicologico, penalizzando DiCaprio in favore degli altri attori, tra cui Jeremy Irons, Jhon Malkovich e Gerard Depardieu (nel ruolo dei Tre Moschettieri). E non è un caso che quell’anno DiCaprio abbia ricevuto il suo primo Razzie Award come Peggior attore.

5.  The Beach, Danny Boyle, 2000

Atterrato in Thailandia, Richard (Leonardo DiCaprio) si avventura con due ragazzi francesi alla ricerca di una spiaggia mistica e incontaminata dove vivere un’autentica esperienza di viaggio. Tra twist distopici à la Il Signore delle Mosche ed echi di Apocalypse Nowla forza delle immagini e la prova di DiCaprio rendono la pellicola degna di essere ricordata. Così come Romeo, anche Richard vive al massimo le proprie passioni e non si ferma di fronte a nulla per seguire i suoi desideri, imponendosi così nell’immaginario comune come il prototipo della generazione backpacker. La fama di sex symbol per DiCaprio è dovuta non tanto al suo aspetto fisico, ma all’energia che emanano i personaggi che interpreta. Un’attitudine che maturerà negli anni successivi fino a renderlo una delle star più influenti del nostro secolo secolo.

Daniela Addea

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