Voto

8

In fondo in fondo, è impossibile non riconoscere tracce del passato nell’ultimo album di Brunori Sas: Cip! arriva a quasi tre anni dal precedente A Casa tutto bene, album che ha sdoganato il cantautore calabrese (portandolo alla ribalta di classifiche e programmi TV), realizzando quello che può essere definito un vero e proprio crinale della carriera, da autore di nicchia a punto di riferimento. Le undici tracce dell’album costituiscono una vera e propria narrazione di storie che si muovono sapientemente e si riflettono su varie tematiche, intessute con una composizione musicale più complessa rispetto al mood quasi stringato che ha caratterizzato la produzione passata del cantautore. In questo disco, sezioni di archi e fiati colorano arrangiamenti pop solo in apparenza semplici e in questi la vena cantautoriale rinnega i soliti cliché, per intraprendere nuove strade e colori musicali più vicini al suono mitteleuropeo.

Per due come noi racconta con intelligenza, candore e ironia, i problemi quotidiani e la fragilità di una relazione, ma è in brani come Anche senza di noi, Il mondo si divide e Fuori dal mondo che il disco trova la propria cifra stilistica, sciolinando con semplicità e un minimo di disincanto temi più universali, a suo modo politici, che si rispecchiano magistralmente nella briosa e coinvolgente Benedetto sei tu, che abbraccia “anche senza religione” il dramma umano della migrazione svilito e svenduto alla gogna mediatica.

Se il 2020 si apre con questa forza, è lecito aspettarsi un anno importante dalla musica italiana: nessuno vorrebbe scartare un pacco di Natale in ritardo, ma se tutti i regali fossero cosi, inizierebbe anche a piacerci.

Gabriel Carlevale