Voto

7

Quello che ha sempre tenuto i Subsonica legati tra di loro, pur nell’eterogeneità dei progetti singoli, è il fatto che tutti si nutrono (chi in misura maggiore chi in misura minore) di sonorità elettroniche che sono di casa a Torino, la città dove non a caso si tiene il Club To Club festival.

La Stanza Intelligente attinge allo stesso bacino sonoro (e non poteva essere diversamente), ma riesce comunque a regalare nuove sfumature: Boosta, forse proprio per un’urgenza comunicativa, mostra la sua parte più vulnerabile, componendo così un lavoro onesto rivestito da una patina intima, emotiva e confidenziale. Se scorrendo la tracklist si può restare interdetti e spaesati dalle numerose collaborazioni, soprattutto a causa della diversità delle loro esperienze artistiche (per esempio, si passa da Cosmo a Luca Carboni, da Giuliano Palma a Raf e non mancano i giovani dei talent come Briga e Mengoni), quando si arriva all’ascolto si resta piacevolmente sorpresi da una coesione perfetta e inaspettata.

L’esordio solista di Boosta è un lavoro pop per mostrare, nella sua semplicità, un’artista che non vuole sorprendere ma raccontarsi.

Eleonora Orrù