Voto

9

Dopo due anni torna sulla scena Devonté Hynes, in arte Blood Orange, con l’atteso quarto album pubblicato lo scorso 24 agosto per la Domino Records. Pur restando fedele al “blood orange-sound” coniato con il precedente ottimo Freetown SoundNegro Swan trasporta l’ascoltatore nella inafferrabile intimità di Hynes.

 “No one wants to be a negro swan, can you break sometimes?”. Che cosa succede quando sei tu il Cigno Nero? Quando vorresti prenderti una pausa da te stesso per non scontrarti con la tua unicità e le tue debolezze? Depressione, vulnerabilità ma anche amore e rivalsa sono narrate con singolarità musicale nel mondo queer di Blood Orange.

Sonorità che descrivono l’universo interiore di Hynes, costellato da collaborazioni che rendono quest’album un trionfo corale. Difficile trovare un brano da consigliare più di un altro in queste sedici opere intimiste; tra le atmosfere sospese e strazianti di Take your time, gli intermezzi di Diddy in Hope e il sublime pop di Saint. Su tutte Charcoal Baby, scritta con Aaron Main dei Porches, rispecchia il sound di Blood Orange, con quella miscela di R&B, fiati avvolgenti e synth materializzata in uno stilosissimo videoclip diretto da Crack Stevens.

Sarebbe inutile perdersi in confronti e rimandi al considerevole numero di artisti black del momento. Negro Swan ha uno spirito art-soul personalissimo – a tratti controverso e difficile – e una qualità sonora che possono vantare in pochi. Lo amerete in molti.

Melania Bisegna

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