1. Tutti pazzi per Mary, Peter e Bobby Farrelly, 1998

Dimenticate le buone maniere, i valori e il decoro. C’è spazio solo per un po’ di sane risate: Tutti pazzi per Mary è un divertimento libero da intellettualismi che ruota attorno al politicamente scorretto. Dopo Scemo+Scemo i fratelli Farelly decidono di raccontare una storia d’amore demenziale che demolizzi il perbenismo statunitense sfruttando l’archetipo degli equivoci e delle allusioni sessuali. Ted (Ben Stiller) non ha mai dimenticato il suo amore adolescenziale Mary (Cameron Diaz) e decide di rintracciarla, fermamente convinto che sia lei “quella giusta”. Fanno da contorno alla storia i fratelli Farelly, dissacrando senza remore handicappati, malati mentali, depressi e disagiati.

2. I Tenenbaum, Wes Anderson, 2001

I Tenenbaum sono un’eccentrica famiglia della sognante New York, composta da prodigi. I tre fratelli Chas (Ben Stiller), Richie (Luke Wilson) e Margot (Gwineth Paltrow) fin dalla tenera età collezionano successi, ma, crescendo, si scoprono sempre più depressi e insoddisfatti. Chas è il fratello cinico e amaro, un ruolo inedito per Ben Stiller, alle prese con il suo primo personaggio drammatico. Il regista Wes Anderson sfrutta l’eccentricità dell’attore, che contrastano con le tinte pastello della fotografia, riuscendo a coniugare dramma e commedia, verosimiglianza e grottesco.

3. Ti Presento i miei, Jay Roach, 2000

Innamorato della dolce Pam (Teri Polo), Greg Focker (Ben Stiller) viene invitato a conoscere la famiglia di lei e cerca in tutti i modi di impressionare la sua famiglia. Come Ted in Tutti pazzi per Mary, anche la vita di Greg è costellata di gag e disavventure, che si sviluppano a catena, dando vita a serie di sketch assurdi. La risata sta nella semplicità della congettura e nella mimica di Ben Stiller, a cui fa da contrappunto il nemico Jack (Robert De Niro). Più efficaci di cento allusioni sessuali.

4. Zoolander, Ben Stiller, 2001

Scritto e diretto da Ben Stiller, Zoolander racconta il mondo della moda e dei “belli belli in modo assurdo”. Nel film vincono la satira e l’esagerazione: l’idiozia dei protagonisti Derek Zoolander (Ben Stiller) e Hansel McDonald (Owen Wilson), le logge massoniche dell’industria della moda e le parodie della cultura pop, rendono Zoolander un cult del genere. Sfruttando citazioni del grande cinema, come il lavaggio del cervello di Arancia Meccanica sostituendo la Nona Sinfonia con Relax di Frankie Goes to Hollywood, esasperano ogni situazione rendendola esilarante e grottesca.

5. Tropic Thunder, Ben Stiller, 2008

Cult del genere, così come Zoolander, Tropic Thunder è meno stupido di quanto sembra: scritto, diretto e interpretato da Ben Stiller, il film riflette sull’industria cinematografica, prendendo di mira agenti, scrittori, rapper, registi e soprattutto gli attori, le loro follie e la perversione dello star system. Un po’ alla Tutti pazzi per Mary, un po’ alla Zoolander, Ben Stiller non risparmia nessuno, neppure la guerriglia vietnamita, infrangendo le regole del politicamente scorretto: dall’attore pluripremiato all’attore dipendente dalla droga, dall’attore in cerca di una svolta nella propria carriera all’attore che viene ricordato per un solo ruolo (quello del ritardato mentale). Spoglio da qualsiasi intellettualismo, è la perfetta evasione.

Daniela Addea

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