Voto

8

I due riconoscimenti ottenuti ai Grammy con l’ultimo disco Colors (come miglior album alternativo e come miglior album tecnico) non sono stati che una riconferma dei doni che Beck ha mostrato in venticinque anni di carriera: il gusto poliedrico per la musica oltre i confini di genere e l’approccio efficace e moderno alla produzione. Hyperspace è l’ultima avventura musicale dell’artista statunitense, un intreccio di elettrico e acustico, tradizione e new wave: sperimentazioni a non finire e accostamenti mai banali ma semplici, forti ed estremamente pop nutrono gli undici brani del disco.

Innovazione e tradizione si incontrano nel beat trap di Uneventful Days, fuso con ricercati suoni di synth e alle presentissime linee vocali. Saw Lightning interpreta la nuova fortuna del country elettronico con attitudine da singolo rock, mentre fa leva sulla semplicità la struttura di Die Waiting. L’atmosfera quasi afro di See Through ricorda la disco anni Ottanta, così come accade anche nella produzione del singolo Hyperspace. La chiara direzione del disco non tradisce tuttavia la verve alternativa di Beck che riesce nella difficile impresa di coniugare istanze innovative nel solco del pop: il risultato è un percorso intenso e memorabile, da Chemical a Stratosphere, da Dark Places all’ultima, iconica traccia Everlasting Nothing, sintesi efficace degli ingredienti dell’album.Un ultimo e silenzioso elemento aggiunge un particolare non trascurabile: la collaborazione con Pharrell Williams in sede di produzione, su ben sette tracce su undici.

Hyperspace è solo il volto più recente di Beck, aspettando di conoscere il prossimo.

Riccardo Colombo