Voto

6

Con The Bride Natasha Khan, in arte Bat For Lashes, vira verso uno scenario molto diverso da quello che aveva definito il precedente The Haunted Man, soprattutto da un punto di vista tematico. La nuova atmosfera di The Bride è squisitamente teatrale, più intimista e delicata dei precedenti lavori.

L’album è ben articolato e strutturato nella scelta delle melodie e soprattutto nel songwriting, curatissimo e delicato, che nel raccontare una storia dolorosa tocca il binomio melodrammatico di amore e morte. A dare vita alla realizzazione dell’album, infatti, è stato un quadro tragico che si è affacciato alla mente dell’artista: la storia di una sposa che aspetta invano il futuro marito all’altare, ignara della sua morte, avvenuta proprio lungo la strada che lo avrebbe portato da lei. Il concept album è orientato su questa linea tematica, sia nei testi, che non cedono mai a clichè banali e toccano un ampio spettro di sensazioni e sentimenti, sia nel sound, che tra delicato dream, art pop, wave e tendenze arty, riesce a conferire a ogni brano un grande impatto emotivo.

Tuttavia, benchè l’album presenti notevoli qualità, scorra con facilità e metta in scena con maestria una tematica non usuale, non è un lavoro che rimarrà impresso nella mente degli ascoltatori per lungo tempo, forse perché nessuna traccia riesce a imporsi per una particolare originalità o intensità.

Valeria Bruzzi