Voto

6.5

Niente di nuovo sul fronte londinese: Wild World ribadisce quanto i Bastille avevano prodotto a tre anni dalla loro formazione, e la storia rimane la stessa. Al di là della popolarissima Good Grief che apre l’album, ne escono vincenti The Currents (denuncia sempreverde di qualsiasi forma di fanatismo) e An act of Kindness: melodie chiare e orecchiabili che non rinunciano a confrontarsi con una tessitura musicale più riflessiva e meno scontata. Se i successi del 2013 Pompeii, Of the Night e Laura Palmer rappresentano un vero e proprio marchio di fabbrica dal sound nitido, leggero, che non affatica il pubblico, è il recentissimo Blame a meritarsi un posto stabile nel repertorio della band (pur non godendo della stessa freschezza degli antecedenti).

Wild World realizza i momenti migliori, rinunciando a ogni pretesa di sperimentalismo. Rimane da chiedersi se la storia dei Bastille tornerà nuovamente su se stessa, o se troverà lo spazio per progredire al di là delle previsioni di pubblico.

Matteo Abruzzo