Voto

7

Titolo più azzeccato non si poteva trovare per questa nuova produzione di Bassi: il rapper di Milano cerca di ricordarci perché è sulla piazza dal 1988 e viene venerato dalla scena al pari di un monumento sacro (“Siamo dei colossi tipo statua di Rodi, Bassi è ancora in aula e ti rode”). Oltre all’evoluzione del genere con la “nuova scuola”, Bassi Maestro non perde il proprio marchio di fabbrica, calandolo ora nella realtà odierna: “Faccio dischi da vent’anni e classici di Cristo, tu non hai ancora vent’anni e li compri già su Discogs”.

Manifesto del disco è Metà rapper metà uomo, che racconta la storia dell’ascesa del rapper e guarda ai nuovi con un’ironia che non si fa mai preponderante. Le basi, con l’ampio uso di sample, vedono la produzione di Bassi in prima linea, ma emergono anche le collaborazioni con Boston George, Biggie Paul, K-Sluggah e Loop Therapy.

La forza del disco risiede nel dialogo che Bassi costruisce fra “vecchio” e “nuovo”, fra approcci alla metrica totalmente differenti, pur conservando l’anima old school: il dialogo fra giganti di Non muovono il collo featuring Fibra, l’atmosfera jazz di Solo un altro inverno con Gemitaiz, Prendi Tutto con la partecipazione di Nitro e CdB e il mosaico di beat di Benvenuti a Milano con Lazza, Lanz Khan, Pepito Rella e Axos. Il rapporto con il presente, giostrato fra ironia e critica celata, emerge chiaramente negli skit (Alle poste, Alla radio, Social Man Pt.1 e Social Man Pt.2), per farsi invece dirompente in pezzi come Gesù Cristo – con il campionamento di un discorso di Papa Ratzinger – e la seguente $$$ (“Tutto è in vendita basta che dite un prezzo, tanto qui tutto scorre come il petrolio grezzo”). L.B.D.L., con cori da stadio e un’attitudine più pop, non poteva che chiudere la tracklist: scritto per una persona cara, come dichiarato dall’artista stesso, il brano può essere visto anche come una metafora del rap.

Gaia Ponzoni