1. Una grande bugia

Meglio della prima stagione, la seconda non lascia dubbi: la serie targata Netflix ha davvero poco a che fare con lo scandalo della “baby squillo” dei Parioli a cui dovrebbe ispirarsi. Baby 2 è costruita a tavolino per intercettare l’interesse del target teen a cui si rivolge. Baby 2 non c’entra niente con il mondo dell’adolescenza e, soprattutto, con il tema della prostituzione minorile. Emblematica, a riguardo, la scena di Fabio (Brando Pacitto): un teen drama del 2019 che mostra un ragazzo masturbarsi con un giornale è fuori dal mondo, per non parlare della surreale scena hot tra il personaggio di Claudia Pandolfi e Niccolò (Lorenzo Zurzolo).  

2. Falsa Partenza

I primi due episodi della seconda stagione certificano la pochezza della struttura narrativa. Scena dopo scena, Ludovica (Alice Pagani) e Chiara (Bendetta Porcaroli), avvolte in un melenso e inconsistente voice over, ribadiscono stucchevolmente quanto crescere sia difficile, quanto lo sia l’adolescenza e quanto lo siano i cambiamenti. Ben arrivate.

3. Redenzione (poca)

Da metà stagione le cose un po’ migliorano. Seppur abbozzata, l’intenzione di tridimensionalizzare alcuni personaggi emerge. Ma questo scialbo tentativo di redenzione è pietosamente cassato dalle macchiette genitoriali; centrano il loro obiettivo: non far pensare a niente. 

4. “Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore”

Grazie all’aumento del budget Netflix, regia e fotografia fanno un piccolo salto di qualità rispetto alla prima stagione. La problematica cronica è l’inconsistenza della sceneggiatura, che frana nella propria bruttezza dialogica e retorica. Baby 2 ritrova un barlume di credibilità solo nella rappresentazione nei messaggi Whatsapp o nelle Instagram Stories.

5. L’importanza di non prendersi sul serio

Nei suoi picchi eccentrici e bizzarri, Baby 2 pecca persino nell’unico atteggiamento che l’avrebbe (parzialmente) assolta: si prende sul serio.

Davide Spinelli