Voto

6

Dinamico e ad alta tensione, Assassin’s Creed di Justin Kurzel è il connubio perfetto tra il mondo del cinema e quello videoludico creato dalla Ubisoft: pur rimanendo fedele ai temi cardine del videogioco, la pellicola reinventa i codici del videogame adattandoli senza forzature alle esigenze cinematografiche.

Il film si dipana su due livelli temporali, distintamente divisi a livello visivo. L’Andalusia del XV secolo viene esaltata da una fotografia cupa che rimanda a quella di Macbeth – ultimo film di Kurzel, con Fassbender e Marion Cotillard –, mentre il mondo contemporaneo è ricco di effetti speciali, secondo uno stile minimalista e ipertecnologico che riesce a infondere un ritmo incalzante alla pellicola.

Tuttavia, Assassin’s Creed viene penalizzato da una sceneggiatura eccessivamente intricata e complessa. Inoltre i villain, interpretati da Jeremy Irons e Marion Cotillard, appaiono piatti, inespressivi e privi di spessore, creando così un contrasto con l’esplosività del film. L’abilità registica di Kurzel, infatti, si riduce alle scene d’azione, che vengono rese ancor più realistiche da un Michael Fassbender credibile e da quelle acrobazie tipiche del parkour e delle arti marziali che hanno reso famoso il videogioco.

Alessia Arcando e Giada Portincasa