Voto

6

La commedia drammatica Arrivederci professore cerca di rispondere a una domanda che forse tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo fatti: che cosa faremmo se scoprissimo di avere solo pochi mesi di vita? Ebbene, la scelta dello stimato professor Richard Brown (Johnny Depp) è quella di abbandonare le convenzioni borghesi dalle quali è stato soggiogato per tutta la vita (un matrimonio ormai solo di facciata, il timore reverenziale nei confronti del capo…) e darsi a un carpe diem tutto particolare.

Inizialmente, il film parte con il giusto mordente. Richard compie alcune scelte veramente anticonvenzionali, da quando si butta nel laghetto del college completamente vestito, in poi. Se da una parte questo suo atteggiamento risulti a tratti non granché credibile, perché viene lasciato poco spazio alla dimensione del dolore che, inevitabilmente, un uomo nella sua situazione dovrebbe provare, dall’altra permette al film di smarcarsi dalla retorica stantia del “cogli l’attimo” fondata dal celebre John Keating in L’attimo fuggente.

Dalla seconda metà del film, però, la situazione si ribalta: le scene grottesche e divertenti lasciano spazio alle riflessioni del professore sulla propria condizione e su quella dell’essere umano in generale, che, benché non risultino mai patetiche, a lungo andare diventano ridondanti,e conducono la pellicola in una dimensione più scontata. La buona prova di Johnny Depp, credibilissimo sia come professore fuori di testa, sia come uomo sensibile e profondo, non basta a rendere memorabile il film di Wayne Roberts.

Giulia Crippa