Voto

8

Il 22 maggio 2017 il concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena si trasformò in un teatro degli orrori a causa di un attacco terroristico che provocò più di venti vittime. Dopo quel fatto, l’ex star di Nickelodeon ha intrapreso la ricerca di una “luce” che le permettesse di gestirne le dolorose conseguenzeSweetener, il suo quarto lavoro in studio, vuole essere quella luce.

Per tutta la durata del disco sono le incredibili doti vocali di Ariana a spadroneggiare, che non risultano mai sovrastate dal lavoro in fase di produzione compiuto da due ingombranti collaboratori: Pharrell Williams e Max Martin. I trenta secondi a cappella di Raindrops sono un’introduzione da brividi: la superba voce di Ms. Grande anticipa il funky sinuoso di Blazed e il soul sensuale di R.E.M, punta di diamante dell’album.

Non mancano i momenti di riflessione come Breathin, in cui Ariana affronta gli attacchi di panico dovuti alla tragedia della Manchester Arena (“You remind me of a time when things weren’t so complicated […] / You take my cares away, I can so over-complicate, people tell me to medicate”), Everytime, eccezionale momento di auto riflessione (“I get drunk, pretend that I’m over it Self-destruct, show up like an idiot / Why, oh why does God keep bringing me back to you?”) e Pete Davidson, dedicata al suo attuale compagno

Sweetener può considerarsi una sincera e vincente risposta all’odio che gettò Ariana Grande nel più totale sconforto.

Christopher Lobraico

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