Voto

5

Sophie Deraspe ha portato l’Antigone di Sofocle a Montreal, ed è pronta a fare lo stesso agli Oscar 2022. I nomi sono gli stessi, ma la storia è trasposta nella contemporaneità: Antigone (Nahèma Ricci), brillante studentessa algerina, ha due fratelli, Eteocle (Hakim Brahimi) e Polynice (Rawad El-Zein); il primo muore ucciso dalla polizia, mentre l’altro viene arrestato per spaccio. La ragazza si fingerà Polynice per salvare il fratello dal carcere e ribellarsi contro l’ingiustizia subita dalla sua famiglia. Il testo sofocleo diventa dunque un filtro sociologico che la regista cala sui giorni nostri, ponendo al centro la contemporaneità del sentimento tragico.

È giusto che Antigone infranga la legge per salvare il fratello Polynice da una punizione per lei moralmente inaccettabile (“il mio cuore mi diceva di aiutare mio fratello”)? Diritto positivo (le leggi) o diritto naturale (morale/etica “personale”)? Quesiti universali, sollevati da un testo che presenta “tutte le costanti principali del conflitto insito nella condizione umana” – citando George Steiner. Creonte, infatti, rappresenta lo stato Canadese, il tiranno senza cuore e inflessibile; dall’altra parte ci sono Antigone, la nonna e il fidanzato borghese Hémon, in lotta contro l’insensatezza della burocrazia. Ma Deraspe confonde tragico e rivoluzione, e la dicotomia colpa-innocenza del film indebolisce la sottotraccia sofoclea: se nella tragedia Antigone e Creonte sono entrambi responsabili di una colpa parziale ma necessaria, nel film la regista fomenta una ribellione fine a se stessa, che dice poco anche della società canadese e del tema dell’estraneo, e la scelta di frantumare la figura di Creonte (in polizia, magistrati, giudici, avvocati) sfocia in una narrazione paternalistica, indirizzata, giudicatoria e retorica.

Nahèma Ricci è la rivelazione di Antigone, anche se depotenziata dal respiro demagogico del film, e sostiene un tema attualissimo: la vita in carcere, la successiva emancipazione impossibile e la rieducazione come illusione di un sistema che ti ha già emarginato (due volte, se come Antigone sei una persona immigrata).

Davide Spinelli