Voto

7

Florence di Stephen Frears racconta la vera storia di Florence Foster Jenkins, una ricchissima ereditiera newyorkese estimatrice della musica e del canto lirico. Mecenate di artisti e direttori d’orchestra, Florence matura la sua passione per l’arte canora esibendosi davanti a un pubblico di affezionati intenditori – ma per intenditori si pensi a “persone abbastanza intelligenti da non far capire alla cara Florence quanto sia in realtà fastidiosamente stonata”. La protagonista, chiusa in una bolla di assensi e complimenti, convinta del proprio talento, organizza un esclusivo concerto al Carnagie Hall scrivendo, in un modo o nell’altro, un pezzo di storia.

Straordinarie le interpretazioni dei protagonisti: Meryl Streep è semplicemente sensazionale e rappresenta una donna che, da sempre in lotta tra la vita e la morte, è riuscita a ottenere il proprio riscatto personale tramite l’arte. A farle da spalla vi sono poi un timido quanto divertente Simon Helberg e un sorprendente Hugh Grant, che sembra finalmente aver trovato la propria ispirazione artistica. L’eleganza dei personaggi (un merito speciale va alla costumista Consolata Boyle) si riflette sull’ambiente circostante: Florence si snoda in un universo esclusivo e privato, reso da una regia e un montaggio puliti e lineari.

La raffinatezza creatasi si scontra volutamente con una serie di irriverenti episodi, così bizzarri da rasentare il grottesco e suscitare in sala risate contagiose. Florence, sfruttando la leggerezza tipica della commedia, riesce ad affrontare anche temi di larghissima veduta (l’amore e il tradimento, l’ambizione e il vero talento) facendo riflettere, tra un gorgheggio e l’altro, su ciò che realmente conta nella vita.

Anna Magistrelli