Voto

7

Antony Hegarty (voce degli Antony and the Johnsons) torna con un nuovo progetto: Hopelessness è il suo primo album uscito con il nome di Anohni, sotto l’etichetta indipendente Secretly Canadian. In questo LP elettronico, potente e ricco di argomentazioni, Antony denuncia i più svariati temi di attualità con un grido che sfocia nel pianto di un essere umano ferito per la distruzione del mondo e delle sue creature, per i quali ha a cuore il destino. Dai testi emerge, infatti, una critica generale alla società contemporanea: surriscaldamento globale – tema che in questo momento sembra interessare svariati artisti come Thom Yorke e i Radiohead – (4 Degrees e Why Did You Separate Me from the Earth), guerra in Medio Oriente (con la potente Drone Bomb Me), terrorismo, sessismo, violazione della privacy da parte dello Stato e, infine, una critica all’attuale presidente degli Stati Uniti (Obama).

Dal punto di vista musicale, in Hopelessness si verifica una svolta prettamente elettronica, con una scelta di suoni che forse non è tra le più ricercate, ma sprigiona un’energia che si sposa degnamente con la potenza dei testi e con la voce sempre magnifica di Antony. Sono Obama (con un’aura quasi ipnotica e meditativa) e Violent Men i brani più sonoricamente interessanti.

Quello di Anohni è dunque un approccio relativamente pop, unito a messaggi oscuri ma sinceri che non sembrano gettare alcun velo di speranza sulla sorte degli esseri umani e della Terra (come d’altro canto suggerisce il titolo dell’opera): Hopelesseness è l’urlo disperato di un uomo che, nonostante sembri aver perso ogni fiducia, riesce a trasformare la propria disillusione in Arte.

Giovanni Lo Vano