Voto

7

Anne Frank, nata a Francoforte il 12 giugno del 1929, quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. Attraverso le parole e le pagine del suo diario, Helen Mirren guida lo spettatore in veste di narratrice lungo un viaggio, profondo e intimo all’interno della vita della giovane ragazza. Il docu-film, scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto, unisce e alterna la lettura, le testimonianze di alcune donne sopravvissute all’Olocausto, gli interventi di una serie di importanti studiosi, le riprese di una giovane studentessa (Katerine/Martina Gatti) che ricostruisce la Memoria di Anne con il suo smartphone.

La scomposizione narrativa in quattro frammenti permette di riflettere sulle diverse sfaccettature di un racconto storico ormai noto ma che ha ancora, forse oggi più che mai, bisogno di venire ricordato. Katerine ripercorre i luoghi di Anne e delle altre superstiti della Shoah: Bergen-Belsen in Germania, il Memoriale di Parigi e la casa/rifugio di Amsterdam. Un viaggio testimoniato e condiviso attraverso i suoi social network, che attualizzano il linguaggio e creano un ponte comunicativo strettissimo tra passato e presente. In parallelo il gruppo di donne sopravvissute all’Olocausto racconta direttamente la loro esperienza nei campi di concentramento e di come sono riuscite ad andare avanti con le loro vite; a differenza di Anne, una talentuosa e promettente scrittrice morta troppo presto, condannata a non avere un futuro.

In questi passaggi tra piani temporali l’intima lettura di Helen Mirren consolida il substrato emotivo del film, amplificato dalla scelta di girare queste scene all’interno di una ricostruzione dettagliatissima della camera di Amsterdam di Anne, dove rimase nascosta per oltre due anni scrivendo il suo diario destinato all’amica immaginaria Kitty. Le testimonianze di Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana, unite alle immagini cruenti di repertorio storico, forniscono un panorama variegato ed emotivo dove vengono inserite anche le parole dei familiari, ovvero coloro che tramanderanno nel tempo, la storia delle superstiti. Unione di immagini, parole e testimonianze che funzionano armoniosamente, dall’inizio alla fine.      

La forza di #AnneFrank. Vite parallele è quella di trattare il complesso tema della memoria attraverso una chiave diversa, toccando corde e spunti di riflessioni inusuali. Quelle del film sono vite parallele unite da una Storia che è necessario continuare a raccontare

Alessandro Foggetti