Voto

7

Presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, Andrey Tarkovsky. A Cinema prayer è un omaggio intimo alla vita e alle opere del regista russo, dedicatogli dal figlio. Seguendo un impianto narrativo classico che si sviluppa per sequenze disposte in ordine cronologico, il documentario, iniziato nel 2003, è un diario a cuore aperto, è come se il regista stesso prendesse la parola per confessare allo spettatore i propri ricordi, condividere la sua visione dell’arte ed esprimere le sue riflessioni sul destino e sul senso dell’esistenza umana. A dare ulteriore forza al documentario è il raro footage inedito, conservato nell’Archivio Tarkovskij di Firenze: lezioni, interviste, frammenti di film, girati in 8mm, video backstage dei set in Russia ed Europa, polaroid, fotografie, Il regista del documentario sceglie così di regalare al padre per l’ultima volta uno spazio in cui possa esprimere direttamente la propria sensibilità artistica, piuttosto che lasciare la parola a figure esterne.

Immergendosi nel misterioso universo del suo immaginario cinematografico, il documentario rivisita l’opera e il mondo interiore di Tarkovskij seguendo il percorso del regista come uomo, intellettuale e cineasta. Il racconto è accompagnato dalle registrazioni inedite delle poesie di Arsenij Tarkovskij, uno dei più grandi autori russi del Novecento, nonché padre del regista. L’opera poetica di Arsenij ha esercitato un’enorme influenza sul cinema di Andrej, e il documentario attesta questa eredità artistica, andando a indagare il profondo legame culturale e spirituale che si trasmette da padre a figlio di generazione in generazione. Tra i collaboratori spiccano il direttore della fotografia Alexsej Naydenov, aiuto operatore ne Lo specchio, e il montatore polacco Michał Leszczyłowski, già al lavoro con Ingmar Bergman, Liv Ullman e Andrej Tarkovskij stesso, con il quale montò il film Sacrificio nel 1986.

Anna Pennella