Voto

7

“Ribalta il mondo di lato e tutto quello che non è fissato finirà a Los Angeles” diceva Frank Lloyd Wright, uno dei padri dell’architettura moderna. Una citazione che racchiude il concetto alla base di Oxnard, l’album con cui Anderson .Paak omaggia la sua città natale. Dopo l’effetto sorpresa di Venice e quel gioiellino a tinte seventies che è MalibuOxnard vuole raggiungere la miscela ideale di funk e rap West Coast.

La semplicità con cui scorrono le tracce conferma che con una batteria e una chitarra a disposizione Anderson .Paak è veramente in grado di fare tutto ciò che vuole. Dà il meglio di sé in solitaria, con Who R U? e 6 Summers (che chiama in causa Trump e le falle della sua amministrazione), ma è con i featuring che raggiunge lo zenit del disco: da Tints con Kendrick Lamar, mancata hit estiva macina streaming, si passa alle atmosfere allucinate e chill di Anywhere, dove la strofa iniziale di Snoop Dogg richiama il gangsta rap di R&G, e ai bassi convinti di Mansa Musa, dominata da Dr. Dre (produttore esecutivo dell’intero album).

Matteo Squillace