Dopo tredici anni di assenza dal mondo cinematografico, la coppia Boldi e De Sica è tornata questo Natale con Amici come prima, film che sancisce il loro definitivo ricongiungimento. Ma dimenticate il classico Cinepanettone: gli elementi cardine del genere sono ridotti all’osso, stravolti o eliminati del tutto.

Film come Vacanze di Natale, Merry Christmas, Natale sul Nilo e tutti gli altri dello stesso filone sono entrati nell’immaginario collettivo grazie alla reiterazione delle stesse macchiette e dinamiche: la bellona di turno, che oggi sarebbe definita influencer di bell’aspetto – nel migliore dei casi –, la soft pornografia machista, gli stereotipi contro le minoranze e le battute da scuola elementare. Il filone dei Cinepanettoni è così entrato di diritto nella storia della commedia italiana, fondando una memoria collettiva condivisa che viene reiterata di film in film attraverso gli stessi schemi, tutti rigorosamente adombrati da una fortissima dose di politicamente scorretto.

La battuta cafona in romanesco o le esplicite gag sessuali, che nei primi film erano espressione genuina di una gamma di stereotipi regionali sagaci e poi lasciano il posto a sketch di bassa lega sempre uguali a se stessi, sono stati per più di vent’anni il marchio di fabbrica della coppia Boldi-De Sica. Chi, sin dal primo Vacanze di Natale del 1985, si fiondava al cinema per vedere l’ennesimo film firmato dai due sapeva già a che cosa sarebbe andato incontro: una carrellata di comicità stereotipata, banalizzante e da terza elementare. Risate senza pretese.

Il mondo del Cinepanettone è sempre stato una sorta di “Sottosopra” cinematografico, tutto giocato su regole proprie, o meglio, sulla loro assenza totale. Pronti ad accettarne la natura infima, gli spettatori che decidono di immergersi in questo mondo dimenticano immediatamente ogni forma di educazione, rispetto o velleità artistica: tra chi ci si immedesima beatamente senza neanche rendersene conto e chi li usa come strumento di catabasi purificante, ne emerge un ritratto nudo e crudo del tessuto sociale italiano; che ci piaccia o no. In altre parole, i Cinepanettoni hanno fortemente contribuito alla creazione dell’identità italiana moderna.

In Amici come prima non c’è niente di tutto ciò. Boldi e De Sica sembrano essere scesi a compromessi col politically correct e confezionano un soggetto dai temi attualissimi e al passo coi tempi: un ex dirigente d’hotel (De Sica), per riconquistare il posto perso, si traveste da donna e viene assunto come badante del suo ignaro ex capo (Boldi). I presupposti per una rinascita del genere sembrano esserci, ma i due temi che avrebbero potuto dar luogo alle solite gag esilaranti e machiettistiche (il cambio di sesso e la spietata ricerca del profitto aziendale, che non risparmia neanche il più fedele dei dipendenti) si concretizzano in una narrazione meno cafona e più ragionata. Una comicità radicalmente diversa a quella a cui ci avevano abituati.

Il tema del cambio di sesso, che avrebbe potuto fare di De Sica una riuscitissima Mr. Doubtfire nostrana, è solo accennato. Non è dileggiato né stereotipato, come ci si aspetterebbe da un classico Cinepanettone, ma non ha neanche abbastanza forza per diventare lo spunto di una riflessione più approfondita. Parallelamente, la critica al mondo di squali capitalisti di cui il personaggio di De Sica è vittima si risolve nella punizione del cattivo di turno, limitandosi a suggerire un’analisi che rimane in sospeso.

A tratti fa capolino qualche nudità vecchio stile, qualche riferimento agli organi genitali o qualche uscita particolarmente cafona di De Sica: echi di un passato lontano in cui erano questi elementi l’unica ragion d’essere del tessuto narrativo; un passato che, per fortuna o purtroppo, sembra non avere intenzione di tornare.

Se dunque il “vecchio” Cinepanettone è stato per anni il collante che ha dato al pubblico italiano un microcosmo di stereotipi in cui, volenti o nolenti, riconoscersi e coi quali relazionarsi, instaurando una dinamica dialettica da cui si è originata una comune identità nazionale, il netto cambio di rotta di Amici come prima segna un punto di svolta nella storia del genere. Se da un lato sarà una delusione per i fan più accaniti della coppia, dall’altro questa maldestra “pulizia” può essere un punto di partenza, seppur incerto, sul quale fondare una nuova comicità identitaria: questa volta più acuta e meno cafona.

Andrea Mauri