Voto

7

“How green, how green was my valley!”: le parole della prima strofa di Pleader, ultima traccia dell’album, incarnano l’attitudine che gli alt-J lasciano trapelare dal loro nuovo lavoro in studio, RELAXER. Sì, verde smeraldo era la valle di An Awesome Wave, ma la speranza con cui Joe Newman canta il testo omaggio al film di John Ford fa capire che il terzetto inglese è in grado di guardare al futuro. Confermato Charlie Andrew alla produzione, il terzo disco dei vincitori del Mercury Prize è un lavoro omogeneo, dal numero di tracce ridotto (otto) rispetto ai primi due lavori, ma di impatto ugualmente deciso.

Si parte con 3WW, singolo anticipatorio dell’album, una cavalcata imponente ma calma, caratterizzata da chitarra classica e archi (presenti magistralmente in tutto il disco e arrangiati dalla stessa band), mentre In Cold Blood riprende gli alt-J ritmati di Breezeblocks e Left Hand Free. La cover di House of the Rising Sun asciuga la versione più famosa degli Animals, portando il grande classico a un livello essenziale e intimo di fiati e voci. Si prosegue con Hit Me Like That Snare, che con sorpresa presenta un’atmosfera decisamente calda, con un ritmo serrato e urla di zeppeliniana memoria, per poi entrare nel tunnel ipnotico di Deadcrush, la canzone più elettronica dell’album.

Adeline (che ha al suo intero dei samples della colonna sonora de La sottile linea rossa, composta da Hans Zimmer) e Last Year sono splendide ballate che non lesinano la presenza di voci femminili (Ellie Roswell degli Wolf Alice e Marika Hackman, quest’ultima già presente in Warm Foothills) e preparano alla chiusura del disco, Pleader, pezzo dalla struttura visionaria dove il coro (inciso dall’Ely Cathedral Boys Choir) domina incontrastato.

Gli alt-J si giostrano continuamente tra nuovo e vecchio, a volte ispirandosi alla propria discografia, a volte tentando sentieri non battuti, creando un lavoro più pacato rispetto ai precedenti (decisamente meno presente la batteria di Thom Green), ma altrettanto evocativo. RELAXER è un album che non può ricevere solamente un ascolto: esige un orecchio aperto e allenato alle sperimentazioni tipiche della band, quelle che hanno portato i tre britannici a essere una delle punte di diamante del panorama musicale mondiale.

Federico Bacci