Voto

9

Film sublime, surreale e provocatoriamente cerebrale, Alps porta all’estremo situazioni quotidiane per esplorare i complessi meccanismi che si attivano nel superamento di un lutto. Come lenire il dolore di chi resta? Una bizzarra squadra sembra avere la soluzione: l’allestimento di un Kammerspiel.

E il film, seppur formalmente espressionista, ne rispecchia il grottesco distacco emotivo. L’impostazione brechtiana degli attori provoca inoltre un disturbante effetto di straniamento nello spettatore, che lo stimola a reagire in senso critico alla visione.

Nessun’altra montagna può sostituire una montagna delle Alpi, ma possono sostituire tutte le altre”.

Benedetta Pini