Voto

8

Diretto da Betsy West and Julie Cohen, Alla corte di Ruth (2018) è un documentario più unico che raro: Ruth Bader Ginsburg non solo è stata la seconda donna della storia a essere nominata giudice della Corte Suprema, ma è anche diventata un’icona della pop culture statunitense, alla stregua di Madonna e di Notorious BIG – tanto da essere soprannominata Notorius RBG. Una fama conquistata per via della sua influenza, ma soprattutto per le sue posizioni anticonformiste, perennemente in contrasto con le idee conservatrici degli uomini al potere. Il documentario assembla migliaia di frammenti del passato e del presente: interviste, racconti, testimonianze, materiale d’archivio sono solidamente montati per gettare luce sull’esperienza di vita di una paladina della giustizia.

Nonostante la statura mingherlina e il carattere timido e riservato, il temperamento del giudice Ginsburg ha permesso alle donne lavoratrici statunitensi di avvalersi dei medesimi diritti dei loro colleghi uomini già negli anni ’50, durante i pericolosi anni della Paura Rossa. È anche grazie alla sua dedizione se oggi il XIV emendamento appiana le disuguaglianze in termini di equità e parità di genere, soprattutto quelle fastidiose differenze salariali, stabilite sottobanco, in base al sesso. Sebbene sembri lontana ai più l’epoca in cui le donne avevano bisogno di lottare contro il gender gap nelle opportunità lavorative, oggi è evidente che il percorso è ancora lungo e bisogna continuare a battersi per distruggere una tradizione controversa e discriminatoria.

Infatti, è passato soltanto mezzo secolo da quando, giovane studentessa di legge ad Harvard, le fu chiesto perché pensasse di meritare un posto che sarebbe spettato ad un uomo (Una giusta causa, 2018). Oltre all’audacia e alla determinazione di “RBG”, la pellicola attribuisce rilevanza alla rivoluzionaria figura di suo marito Martin, avvocato fiscalista responsabile della cucina e del focolare domestico, capace di supportare e affiancare quella donna che stava facendo la Storia.  

Agnese Lovecchio