Voto

4.5

La moda è al potere, muove le acque del torrente più estremo del pop, anche quando si vanta di non esserlo. Ed è per questo motivo che quando si assiste alla visione di pellicole come Al posto tuo si tira un sospiro di sollievo: scritture del genere non sono più in voga da un pezzo. Il nuovo lavoro di Max Croci è fuori moda non tanto per il tema per niente originale, quanto per la struttura antica dei tempi comici, troppo lenti e retti da battute talmente banali da far quasi passare inosservata la stereotipata corsa finale all’aeroporto del protagonista nel vano tentativo di sfondare il muro dell’amore. La sceneggiatura imbarca diversa acqua nel corso della proiezione e fa affondare il film, che naviga verso la mediocrità dei suoi personaggi convenzionali e dall’ovvietà spregiudicata.

La prova di Ambra Angiolini e Stefano Fresi dimostra la loro qualità di attori, onesti e capaci, soprattutto il secondo, interprete sempre piacevole da ritrovare sul grande schermo, che aiuta a coprire in modo velato i molti difetti del film. A differenza dei suoi colleghi, Luca Argentero, mostra evidenti limiti a causa della sua incapacità a uscire dal ruolo cliché a cui è legato da ormai una decina d’anni: l’unico elemento a cambiare nelle sue performance attoriali è esclusivamente il nome del personaggio che interpreta.

Fabrizio La Sorsa

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