Dopo il successo dell’ottava edizione di Agenda Brasil – Festival Internazionale di Cinema Brasiliano, organizzata fra le sale di Milano, Roma e Torino, l’Associazione Vagaluna e Maf Media hanno selezionato otto opere d’autore, tra quelle presentate in concorso, che verranno diffuse attraverso la piattaforma streaming Cinemaf fino al 21 dicembre. Un’occasione imperdibile per immergersi nella bellezza multiforme del cinema brasiliano, una realtà in costante metamorfosi che non smette mai di sorprendere.

O Beijo No Asfalto, Murilo Benicio

Un ragazzo viene investito da un autobus e come ultimo desiderio prega uno sconosciuto, il giovane impiegato di posta Arandir (Lázaro Ramos) che si è precipitato a soccorrerlo, di dargli un bacio sulla bocca. Premio della giuria e del pubblico come Miglior fiction, O beijo no asfalto è tratto dall’omonima pièce del grande drammaturgo brasiliano Nelson Rodrigues e indaga il modo in cui questa storia dolcissima viene usata dai media e dalla polizia per distruggere Arandir, allontanandolo da chiunque gli sia caro, perfino dalla moglie Selminha (Débora Falabella). La narrazione procede per mezzo di un’espediente metateatrale: vediamo gli attori leggere il copione seduti a un tavolo e mettere in atto le scene in un set la cui finzione è continuamente svelata, il tutto in un bianco e nero che astrae la storia dalla temporalità. Una dinamica surreale, un’intensità fuori dal comune.

Tungsteno, Heitor Dhalia

Un sergente in pensione sorprende due uomini a pescare illegalmente con la dinamite. Nel tentativo di farli arrestare, coinvolge nell’indagine un giovane spacciatore che ha contatti con un poliziotto: si innesca così una spirale di violenza in cui nulla va come dovrebbe. La storia è tratta dal graphic novel di Marcelo Quintanilha e la fotografia rende giustizia all’estetica fumettistica, conquistando gli occhi dello spettatore con i suoi colori vividi e le riprese dal basso dei volti dei personaggi. L’uso della voce narrante è particolare: rivolgendosi direttamente al singolo personaggio, prende le sue difese e gli suggerisce cosa fare, come se un demiurgo con secondi fini fosse lì a mettere tutti contro tutti.

Sem Descanso, Bernard Attal

Il 2 agosto 2014 Geovane, un ragazzo di 22 anni della periferia di Salvador, Bahia, viene fermato dalla polizia militare in pieno giorno, fatto scendere dalla sua moto e portato via in un furgone. Da quel giorno nessuno l’ha più visto, finché il suo corpo non è stato ritrovato fatto a pezzi. Il documentario raccoglie le testimonianze del padre e della fidanzata di Geovane, che raccontano le loro ricerche e l’occultamento del caso messo in atto dalla polizia locale. Si passa poi alle interviste a una serie di giornalisti e professori universitari che cercano di fornire un quadro delle violenze perpetuate dalle forze dell’ordine in Brasile, dove ogni anno più di 4000 persone vengono uccise dalla polizia. Il documentario, che si è aggiudicato il Premio OAB di Giornalismo, racconta con estrema precisione i dettagli del caso e ripercorre la storia della polizia in Brasile, come i suoi compiti siano cambiati nel tempo e in che modo venga selezionato oggi chi vi vuole entrare, trasferendo le medesime riflessioni anche sulla situazione negli Stati Uniti, dove pochi giorni dopo accadde un omicidio simile, quello di Michael Brown avvenuto a Ferguson, Missouri.

Ayahuasca, a expansão da Consciência, Fausto Noro

Il regista Fausto Noro decide di indagare gli effetti della controversa bevanda Ayahuasca, un infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche utilizzato largamente in Sud America, soprattutto dai membri del movimento religioso di carattere sincretico Santo Daime. Le varie interviste che presenta vanno a fornire una visione dell’Ayahuasca che è al contempo scientifica, spirituale e antropologica, raccontandone le origini, le procedure di preparazione e gli effetti terapeutici, definiti di “ampliamento della coscienza”. L’obiettivo di Noro è in realtà quello di aprirsi abbastanza da risolvere il proprio rapporto con il padre, con il quale ha contatti rarissimi, specialmente per quanto riguarda le dimostrazioni fisiche di affetto; dunque è il dialogo con lui a fare da filo conduttore al suo viaggio.

Alguma Coisa Assim, Mariana Bastos e Esmir Filho

Mari (Caroline Abras) e Caio (André Antunes) sono due amici da sempre e per sempre, ma il loro rapporto si complica drammaticamente quando il confine fra amore e amicizia è difficile da delineare. Sviluppato a partire dall’omonimo cortometraggio e realizzato con gli stessi attori, il film percorre gli alti e bassi di dieci anni del loro rapporto. I due protagonisti offrono una magnifica interpretazione, così spontanea che sembra a volte sfociare nell’improvvisazione. La bellezza del racconto sta infatti nel non detto fra i due, nei gesti e negli sguardi che esprimono un amore incomunicabile a parole.

Clara Sutton