Voto

4

Il politically correct è ormai l’onnipresente farcitura di buona parte delle pellicole distribuite nei mesi precedenti agli Oscar e spesso premiate: Lincoln (2012), 12 anni schiavo (2013), The Butler (2013), Selma – La strada per la libertà (2014), solo per citare alcuni dei più recenti. Ma quest’anno qualcosa di buono è stato fatto dall’Academy: l’esclusione di A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia dalle nomination.

Pellicola dall’incredibile piattezza narrativa, la regista Amma Asante propina in poco meno di due ore la storia d’amore tra il neoeletto re del Botswana Seretse Khama (David Oyelowo) e l’impiegata inglese Ruth Williams (Rosamund Pike). L’unione tra i due viene ostacolata per motivi politici ed economici tanto dal governo britannico quanto da quello sudafricano. Tematica, svolgimenti e implicazioni visti e rivisti, inventiva registica pressoché assente e pathos inesistente determinano il totale flop di un film all’interno del quale annaspano anche i protagonisti, che svolgono il compitino senza alcuna nota di spicco – per intenderci, dopo L’amore bugiardo – Gone Girl una Pike tutta miele e sorrisi fa di nuovo rabbrividire, ma per il motivo sbagliato.

Anna Magistrelli